Viterbo – Più di 1500 mascherine contro il Coronavirus in un paese dove vivono circa 2300 persone. San Marino al Cimino, comune di Viterbo. Dove in questi giorni, fra le altre cose, c’è anche chi sta lasciando dei libri sulle panchine, affinché, chi vuole, possa prenderseli e leggerli durante questa lunga quarantena nazionale.
Qui a San Martino, la Pro loco, diretta da Luca Bernabucci, e una dozzina di signore del posto, si sono mobilitate per assicurare a tutti gli abitanti del posto la mascherina per affrontare il virus e la cosiddetta fase due, quella durante la quale, probabilmente, tutti dovranno in qualche modo indossarla.
Luca Bernabucci
“La Pro loco di San Martino al Cimino ha comprato del tessuto per creare delle mascherine protettive per il paese. Ci stanno lavorando 12 signore – racconta Luca Bernabucci -. Finora abbiamo fatto 1500 mascherine che stiamo distribuendo gratuitamente tra i commercianti aperti. Lì le persone di San Martino possono andarle a prendere senza spendere un euro”.
Coronavirus – Viterbo – Le mascherine di San Martino
La Pro loco di San Martino è composta da ragazzi tra i 22 e i 26 anni che prima d’oggi s’occupavano di sagra della castagna e festa della birra, sostenendo inoltre le iniziative di tutte le altre realtà associative del posto.
Viterbo – San Martino al Cimino
Non solo, ma una volta pronte, “le mascherine – spiega Bernabucci – le portiamo a casa, le disinfettiamo e le imbustiamo”. Con tanto di avvertenza scritta nero su bianco su un foglietto di carta dove si avvertono le persone che la mascherina, bianca, da sola non basta. Serve anche un comportamento adeguato e rispettoso dei decreti del governo per evitare la diffusione del virus sul territorio.
Francesca Bernabucci
Le mascherine vengono lavorate da un gruppo di signore, per lo più nonne. Le fanno direttamente in casa. Poi i ragazzi della Pro loco passano a ritirale. Tra queste signore ci sono Erminia e Francesca Bernabucci. Due sorelle che non vedono più i nipoti da un mese e mezzo. Da quando è iniziato tutto.
Erminia Bernabucci
“La sofferenza più grande – dice Francesca Bernabucci – è non poter vedere figli e nipoti”. “Meno male che ci sono i telefoni – aggiunge poi Erminia Bernabucci -. Grazie al telefono possiamo fare delle video chiamate di gruppo tutte le sere. Mia nipote il 17 aprile fa 18 anni. festeggeremo il compleanno in video chiamata. Poi, una volta finito tutto, faremo una grande festa. La Pasqua purtroppo la passeremo da sole, con il marito e basta. Eravamo abituati a farla tutti insieme”, conclude infine con rammarico.
Coronavirus – Viterbo – Le mascherine di San Martino
“Abbiamo aderito all’iniziativa della Pro loco – riprende il discorso Francesca Bernabucci – molto volentieri. E’ un modo per fare qualcosa di bello e di buono e per questo serviva la partecipazione di tutti. Un’iniziativa fondamentale”.
Erminia e Francesca Bernabucci
Erminia spiega anche come vengono costruite le mascherine per i sammartinesi. “Mettiamo l’elastico da entrate le parti, poi facciamo tre pieghe. Dopo le rigiriamo, le cuciamo e lasciamo una tasca dove mettiamo la carta forno”.
Vittorio Bernabucci
Fuori in giardino c’è il marito di Francesca, Vittorio Bernabucci. Racconta quando a San Martino c’era il cinema e di una storica scazzottata tra sammartinesi e paracadutisti della folgore, tantissimi anni fa. “E’ un mese e mezzo che siamo a casa – aggiunge -. La giornata la passiamo in giardino, la spesa ce la porta direttamente gli alimentari del paese. Le donne fanno le pulizie, pregano e ascoltano la messa. Stiamo tutto il giorno così. Guardiamo anche un po’ di televisione. E prima di mezzanotte non andiamo mai a dormire. Insomma, si tira avanti così”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: San Martino, il paese delle mascherine – Video: La storia di Luca, Francesca, Erminia e Vittorio







