Viterbo – Non capita tutti i giorni di sentirsi ringraziare da un calciatore della propria squadra del cuore.
Ad Annalisa Bellacima, infermiera di Montefiascone che lavora all’ospedale Belcolle di Viterbo, è successo. E non solo a lei: Francesco Acerbi, difensore della Lazio e della nazionale italiana, le ha inviato un videomessaggio da estendere a tutti i suoi colleghi. In una giornata piena di emozioni.
“Era appena nato Luca – racconta Annalisa -, il bimbo venuto al mondo il 25 aprile nel nostro ospedale”. Partorito da una mamma positiva al Coronavirus, il risultato del tampone sul piccolo è arrivato ieri: negativo. Una gioia.
“Io facevo parte dell’équipe del dottor Nicolanti che ha assistito la mamma di Luca durante il parto, sono un’infermiera strumentista – racconta Annalisa: fa questo lavoro dal 2002 -. Insieme a dei colleghi, ancora elettrizzati, emozionati e pieni di speranza, dopo quel parto, abbiamo pubblicato su Facebook una foto di noi, in tuta bianca, con scritto ‘Andrà tutto bene’. Nella mia ho aggiunto ‘Forza Lazio’, perché sono una tifosa biancoceleste sfegatata”.
Magie dei social: la foto viene vista da tante persone. Tra queste Acerbi, che decide di far arrivare un videomessaggio su Whatsapp per l’infermiera e i suoi colleghi: “Ciao Annalisa, volevo farti un saluto e un grosso in bocca al lupo per tutto. Siete fantastici, continuate così. Siete – e non lo dico a caso, non è una frase fatta – veramente i nostri eroi. Speriamo che tutto questo finisca presto. Abbiamo bisogno di voi come il pane, davvero. Grazie di cuore per quello che state facendo. Un grande, grande abbraccio”.
Non è la prima volta che Acerbi mostra tutta la sua gratitudine al personale medico e sanitario. Pochi giorni fa, sulla sua pagina Facebook, aveva condiviso la foto di due operatori in tuta protettiva, con sulla schiena scritto a pennarello nome e numero dei propri preferiti in campo: Acerbi 33, Immobile 17. Commentando, diretto a loro, in corsia: “I miei idoli siete voi”.
La sorpresa, adesso, è per gli infermieri di Belcolle. “Ci ha scaldato il cuore, in un periodo così difficile – dice Annalisa -. Una soddisfazione bellissima. Certo, la più grande di tutte resta sempre quella di veder guarire i pazienti, ma di sicuro non ci aspettavamo il messaggio di un calciatore. Non siamo abituati: è difficile che venga ringraziato il personale della sala operatoria dopo un intervento. Siamo felici che il nostro lavoro venga riconosciuto come prezioso: ci mettiamo il cuore“.



