Viterbo – (sil.co.) – Slitta al 4 maggio il seguito del processo ai due boss Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi e agli otto sodali accusati di associazione di stampo mafioso, arrestati il 25 gennaio 2019 nell’operazione Erostrato e tutti reclusi tuttora in carcere.
Nessuno sconto se non quello di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato scelto dai dieci arrestati nel blitz antimafia del 25 gennaio 2019 cui viene contestata l’aggravante dell’associazione a delinquere di stampo mafiosa a mano armata.
I pm Fabrizio Tucci e Giovanni Musarò, al termine di una requisitoria fiume durata oltre otto ore, al termine dell’udienza del 10 febbraio a Roma hanno chiesto condanne per complessivi 135 anni di reclusione e multe per 96mila euro. Pene da un minimo di 8 anni a un massimo di 20 anni. Compreso lo sconto di un terzo del rito. Poi è scoppiata la pandemia di Covid-19 e lì tutto è rimasto.
Alla sbarra i dieci imputati che hanno scelto l’abbreviato davanti al gup del tribunale di Roma Emanuela Attura. Tra loro Trovato e Rebeshi, difesi dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Roberto Afeltra.
E’ stato lo stesso giudice, nel primo pomeriggio di ieri, a comunicare alle parti il rinvio dell’udienza in programma questa mattina, non essendo pervenuta alcuna richiesta da parte delle difese di procedere lo stesso. Essendo gli imputati in carcere, avrebbero potuto chiedere che l’udienza venisse celebrata comunque, nonostante il blocco imposto dall’emergenza Coronavirus.
L’udienza, rinviata già lo scorso 21 marzo al 3 aprile, dando per scontato l’ulteriore rinvio a oggi, doveva essere dedicata alle discussioni delle 19 parti civili. Il gip, nel frattempo, prudentemente, aveva fissato l’ulteriore data del 4 maggio.
Nel frattempo è in programna il 29 aprile la prossima udienza del processo col rito ordinario a Emanuele Erasmi, Manuel Pecci e Ionel Pavel cui viene contestata la sola aggravante del metodo mafioso.
Pavel, l’operaio 36enne romeno cui il presidente del collegio Gaetano Mautone ha concesso la settimana scorsa i domiciliari col braccialetto, su istanza del difensore Michele Ranucci, ieri ha potuto fare rientro a casa della madre, a Viterbo, dal carcere di Torino dove era detenuto da oltre un anno. I tempi si sono allungati di qualche giorno per via dell’emergenza Coronavirus.
Le richieste dell’accusa
– Giuseppe “Peppino” Trovato: 20 anni di reclusione e 20mila euro di multa
– Ismail “Ermal” Rebeshi: 20 anni di reclusione e 20mila euro di multa
– Spartak “Ricmond” Patozi: 16 anni di reclusione e 20mila euro di multa
– Shkelzen “Zen” Patozi: 14 anni di reclusione e 10mila euro di multa
– Gabriele “Gamberone” Laezza: 14 anni di reclusione e 16mila euro di multa
– Luigi “Gigi” Forieri: 12anni e 4 mesi di reclusione
– Gazmir “Gas” Gurguri: 10 anni e 8 mesi di reclusione
– Fouzia “Sofia” Oufir: 10 anni e 8 mesi di reclusione e 10mila euro di multa
– Martina Guadagno: 9 anni e 4 mesi di reclusione
– Sokol “Codino” Dervishi: 8 anni di reclusione
Alle pene vanno aggiunti tre anni di libertà vigilata per Trovato, Rebeshi, Forieri, Gurguri, Laezza e Spartak Patozi.


