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Smart working, nel Lazio raggiunto il 96,6% nella pubblica amministrazione

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La ministra Fabiana Dadone

La ministra Fabiana Dadone

Roma - La riunione tra la ministra Fabiana Dadone e i sindacati

Roma – La riunione tra la ministra Fabiana Dadone e i sindacati

Roma – Il paese dello smart working, il lavoro agile e a distanza, vale a dire da casa e non più in ufficio, introdotto dal decreto cura Italia della presidenza del consiglio dei ministri per contenere la diffusione del Coronavirus.

“La funzione pubblica – spiega il ministero diretto da Fabiana Dadone – ha attivato il monitoraggio sullo smart working ed è già in grado di comunicare i dati provenienti dalle regioni italiane”.

Il monitoraggio riguarda la pubblica amministrazione. Le tre regioni con la maggiore percentuale di personale in smart working sono Abruzzo (100%), Lombardia (98,4%) e Lazio (96,6%).

“Numeri ancora in divenire – sottolinea la nota della ministra per la pubblica amministrazione Dadone – e tuttavia molto incoraggianti, perché danno conto dell’enorme sforzo profuso dalla macchina dello Stato per rispondere alle sfide imposte dall’emergenza sanitaria, costruendo al tempo stesso la pubblica amministrazione che avremo nel futuro”.

Nel frattempo la ministra ha incontrato le maggiori sigle sindacali del pubblico impiego per discutere il rafforzamento dello smart working e riflettere sulle misure più adeguate da prevedere nei luoghi di lavoro anche dopo la fine dell’emergenza.

“La sfida della pubblica amministrazione di domani – ha sottolineato Fabiana Dadone – sarà quella di rendere lo smart working una solida realtà nell’organizzazione del lavoro pubblico. In queste settimane, per necessità, siamo stati costretti a intervenire massivamente e a velocizzare molti processi adattandoci alle esigenze imposte dal Covid, con ferma in mente l’idea che la pubblica amministrazione non potesse fermarsi né arretrare. Abbiamo acquisito un bagaglio di conoscenze importanti che non possiamo far deperire. Con  le sigle sindacali stiamo individuando gli strumenti migliori per far sì che un cambiamento improvviso possa trasformarsi in una rivoluzione permanente”.

Daniele Camilli


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