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“Studio all’Orientale, posso tornare a casa?”

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Emergenza Covid-19 - Sos Tuscia

Emergenza Covid-19 – Sos Tuscia

Raffaele Macarone

Raffaele Palmieri Macarone

Viterbo – Iniziano ad arrivare le prime domande al gruppo Covid -19 Sos Tuscia ed iniziamo a pubblicare le prime risposte.

Lo sportello è attivo per tutti i cittadini della Tuscia viterbese nei giorni feriali, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Le domande di tipo legale, economico, sociale, psicologico e sanitario vanno inviate via WhatsApp sul numero 348/2504168 oppure attraverso una mail a rmp.surgeon@gmail.com.


Salve, sono un ex collaboratore coordinato disoccupato e da ottobre percepisco la Dis-Coll.
Ieri è finito il periodo di godimento, con ultimo pagamento del rateo di aprile il prossimo mese di maggio. Ora potrei aprire una partita iva o i vincoli del reddito rimangono fino alla fine del 2020 (limite cumulabilità per redditi da lavoro dipendente/autonomo o riduzione dell’80% del reddito percepito).

G. G.

L’articolo 15 del decreto legislativo n. 22 del 2015 individua alcune situazioni (commi 10 e 11) nelle quali, in presenza di concomitante attività di lavoro, la Dis-Coll si riduce di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Stante il disposto letterale della norma la limitazione si applica in costanza di percezione della Naspi. Pertanto, nel caso in specie atteso che l’attività con partita Iva inizia in epoca successiva alla percezione della Naspi non si applica il regime di incompatibilità. 

Giuseppe D’Angelo, presidente ordine Consulenti del lavoro di Viterbo


 Sono una studentessa universitaria che attualmente si trova presso la residenza universitaria dell’Orientale.

A causa di motivi economici, mi risulta abbastanza difficile continuare a stare in residenza in quanto non mi è più possibile l’approvvigionamento di beni di prima necessità proprio a causa del motivo sopracitato.

La mia famiglia si trova in una situazione particolare, perché nonostante io sia sostenuta economicamente da loro, a causa di questa emergenza mio padre non riceve più un salario sufficiente per potermi mantenere, di conseguenza sono costretta a tornare a casa.

Inoltre la residenza conta una quantità di studenti che purtroppo, a causa di spazi condivisi necessari, sono costantemente in assembramento. Da quando è iniziata la quarantena sono uscita tre volte con cadenza di ogni 15 giorni per fare la spesa, dall’ultima volta che sono uscita sono passate tre settimane proprio perché in vista della “fine del decreto” prevista per il 14 aprile credevo di poter tornare a casa sentendomi più sicura non dimostrando sintomi. Attendo sue notizie.

V. G.

Gentile V.G. ho contattato di persona il signor prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, interessandolo al suo caso.
Mi ha risposto sollecitamente con l’invito da parte sua di inviare alla e-mail della prefettura il suo scritto con tutte le indicazioni del caso che mi ha già trasmesso per WhatsApp.
Telefonicamente concorda con la sua richiesta di tornare a casa per i seri motivi da lei addotti, aggiungendo anche la necessità di avvertire il comune di residenza e la Asl.
Spero di esserle stato di aiuto.

Raffaele Macarone Palmieri, coordinatore di Covid – 19 Sos Tuscia

 


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