![]() Qualità dell’aria – Il confronto tra marzo 2019 e marzo 2020 a Civitavecchia – Clicca per ingrandire |
Viterbo – Nonostante le drastiche restrizioni alla circolazione imposte dai decreti e le ordinanze di contrasto alla diffusione del Coronavirus, la presenza di polveri sottili nell’aria, almeno per il momento, non ha subito grossi cambiamenti. Il dato emerge confrontando le misurazioni delle sostanze inquinanti effettuate dall’Arpa Lazio nel mese di marzo 2019 e quelle dello stesso mese del 2020.
Nelle varie stazioni di rilevamento piazzate sul territorio della Tuscia e nel comprensorio di Civitavecchia, le medie settimanali di Pm10 e Pm2,5 rimangono sostanzialmente le stesse. Anzi, negli ultimi giorni del mese ad Acquapendente risultano addirittura più alte che nel 2019.
Le polveri sottili o particolato sospeso, secondo la definizione fornita dall’Arpa Piemonte, sono “l’insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell’aria: composti organici o inorganici di origine antropica, pollini e frammenti di piante, materiale inorganico prodotto dagli agenti atmosferici, dall’erosione del suolo o da manufatti. Nelle aree urbane il materiale particolato può avere origine da lavorazioni industriali, impianti di riscaldamento, usura di asfalto, pneumatici e freni e dalle emissioni di scarico degli autoveicoli, in particolare quelli con motore diesel”.
Giova comunque ricordare che la provincia di Viterbo, capoluogo compreso, è una delle zone che da anni si distingue in Italia per la bontà dell’aria. E infatti i valori degli inquinanti, sia prima che dopo il lockdown causato dal Coronavirus, risultano tutti ampiamente sotto i limiti fissati dalla legge.
Nel confronto dei dati, a calare in maniera evidente sono gli ossidi d’azoto (Nox) e il biossido d’azoto (No2). Si tratta di sostanze inquinanti la cui presenza nell’aria è strettamente collegata al traffico veicolare, visto che sono generate dai processi di combustione.
In tutte le stazioni di campionamento, comprese le due selezionate per Civitavecchia (una nel centro della città e una, quella di Fiumaretta, nell’area del porto), i valori di questo specifico inquinante sono più bassi rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019, con una differenza più marcata nell’ultima settimana del mese. A Viterbo, per esempio, a fine marzo 2020 per i Nox si registra una media di 11,25 microgrammi per metro cubo, contro i 39 dell’anno precedente.
Cali meno diffusi per benzene e monossido di carbonio (Co). A Viterbo i valori sono stabili o in diminuzione, mentre a Civitavecchia si evidenzia un’alternanza tra la riduzione di monossido di carbonio e l’aumento di benzene.
Per quanto riguarda l’ozono (O3), le differenze più evidenti tra un anno e l’altro si notano ad Acquapendente, dove si passa da una media mensile di 79 microgrammi per metro cubo del 2019 ai 67 del 2020. A Viterbo, invece, dopo un paio di settimane di aumento si segnala un’inversione di tendenza a partire da metà mese.
Alessandro Castellani




