Viterbo – Ho letto l’articolo in cui Renato Petroselli chiede a TusciaWeb di coinvolgere persone pensanti e creative affinché la tradizionale festa di Santa Rosa possa essere celebrata.
Questa è la mia proposta.
Sia chiaro, io sono uno come tanti. Di certo ci stanno persone molto più autorevoli di me, che in questo caso le inviterei a dire pubblicamente se sono d’accordo o no.
Detto questo, io dico che se la Machena non illuminerà le strade della nostra città, allora trasformiamo la città in una grande Machena. Se non ci saranno i facchini a trasportare la Machena, allora, in un modo diverso, i facchini saremo noi tutti.
La sera del 3 settembre (ma anche le sere precedenti, perché no, e se vogliamo anche il 4, dato che la festa di Santa Rosa, in teoria, sarebbe il 4) ogni balcone e ogni finestra, sia del centro che delle periferie, abbia un bel lumino acceso (o anche più di uno), e magari accanto al lumino acceso anche una statuetta o un ritratto di Santa Rosa.
Ma soprattutto, una cosa che mi starebbe a cuore, è di leggersi tutta la storia della (breve) vita di Santa Rosa. Purtroppo tanti viterbesi conoscono la grandezza in senso fisico della Machena, ma non conoscono la grandezza, non in senso fisico, della persona che è stata Santa Rosa. E il bello è che era una di noi. Vi immaginate (per esempio) di andare di sabato al mercato al Sacrario e incontrarla tra la folla? Ecco. Così era lei. Era semplicemente una di noi.
Se leggerete la storia della vita di Santa Rosa, noterete che è una storia che non ha niente da invidiare a tanti personaggi che si incontrano sui libri di storia. E io penso che se un viterbese potesse avere una bandiera da portare alta anche di fronte a persone fuori Viterbo, beh, io penso che questa bandiera sia il poter raccontare la vita di Santa Rosa.
Per cui, questa è la mia proposta per essere tutte de ‘n’ sentimento. E se il comune volesse incaricare qualcuno del mestiere che faccia tante foto e tanti video in giro per la città, in modo tale da immortalare il ricordo di questo 2020 in cui la Machena non è stata trasportata, e allora la città è stata trasformata in una grande Machena, beh, allora abbiamo fatto centro.
Benedetto Giampietro
