Tarquinia – (r.s.) – Portato da un parente in visita, il Coronavirus ha contagiato undici persone all’ospedale di Tarquinia. Più due familiari, rispettivamente di un sanitario e di un paziente. In una sola settimana i casi riconducibili al reparto di medicina, dove il virus è divampato, sono così schizzati a tredici, il che ha costretto la Asl a chiudere l’intera struttura. Per poter sanificare tutti gli ambienti, sono stati sospesi i servizi e i nuovi ricoveri per almeno cinque giorni. “Una stringente misura di protezione e prevenzione – l’ha definita l’azienda sanitaria -, a garanzia degli utenti e degli operatori”.
I primi tamponi eseguiti all’ospedale di Tarquinia hanno dato esito positivo sette giorni fa, giovedì 16 aprile. Contagiati due sanitari. Tra colleghi è poi stato un susseguirsi di casi: hanno contratto il virus altri sette tra medici e infermieri, fino a ieri. A questi nove operatori vanno aggiunti due pazienti, in seguito trasferiti a Belcolle, e due familiari rispettivamente di un sanitario e di un degente.
Ma il Covid come è entrato nel nosocomio? “L’approfondita indagine effettuata dal Team operativo Coronavirus – spiega la Asl – ha consentito di ricostruire la catena epidemiologica e il link estero alla base della stessa: un parente di uno dei due pazienti contagiati, la cui positività è stata accertata successivamente alla visita da una struttura extra Asl di Viterbo”. A Civitavecchia, per la precisione.
Fin da subito l’azienda sanitaria ha fatto sanificare gli ambienti e sottoposto al tampone i ricoverati e gli operatori dell’intero reparto di medicina. Alla prima tranche “tutti i pazienti – assicura la Asl – hanno ricevuto un referto di negatività al Covid-19”. Ma la seconda ondata sta per iniziare, e questa volta coinvolgerà anche gli altri reparti. “È stata predisposta, già per le prossime ore, un’ulteriore esecuzione dei test su tutto il personale e sui ricoverati, con l’obiettivo – afferma l’azienda sanitaria – di circoscrivere al massimo la diffusione del virus”.
Se l’ospedale resterà chiuso almeno per il resto della settimana, la Asl assicura che “continuano comunque a essere garantite l’assistenza dei pazienti attualmente ricoverati e l’operatività del pronto soccorso per le emergenze”.
