Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Quest’anno purtroppo non è possibile scendere in piazza per il 25 aprile, non ci saranno cortei né manifestazioni pubbliche a cui poter partecipare per celebrare quella che è la festa a fondamento della nostra Repubblica.
In questo momento in cui alcune delle nostre libertà sono state sospese, si sente spesso utilizzare, per descrivere la situazione che stiamo vivendo, un linguaggio che rimanda alla guerra.
Seppur viviamo un tempo drammatico, paragonare la sospensione delle libertà attuali con l’abolizione di ogni libertà durante il fascismo, non solo appare fuori luogo ma non ci aiuta a comprendere.
Le parole che utilizziamo sono importanti, così come lo è chiamare con il suo nome il 25 aprile, la Festa della Liberazione.
Da qualche anno, si assiste ad un dibattito politico surreale intorno a questa giornata e ci si ritrova a dover parare i colpi di chi, ormai sistematicamente, prova a smantellarla inventando nuove denominazioni, proponendo di modificarne il senso.
Il 25 aprile di 75 anni fa, donne e uomini pieni di speranza e di coraggio, si sono caricati sulle loro spalle il compito di costruire un mondo nuovo. Il contributo delle partigiane e dei partigiani fu fondamentale nella conquista della libertà. La Resistenza fu lotta, fiducia e speranza e l’eredità valoriale di quella battaglia deve anche oggi guidarci: solo con un sentimento di fratellanza, di comunità, di solidarietà, si riesce ad uscire dai periodi più difficili.
Oggi più che mai, dobbiamo fare in modo che il 25 aprile resti vivo affinché l’esempio di quel popolo possa essere per noi guida per la costruzione di un mondo diverso e migliore.
Come Partito Democratico abbiamo organizzato una serie di eventi e aderito all’iniziativa dell’Anpi nazionale e alle 15.00 dalle nostre finestre faremo risuonare le note di Bella Ciao.
Sarà un 25 aprile senza piazze ma non rinunciamo a festeggiare anche quest’anno.
Viva il 25 aprile, viva la festa della liberazione!
Manuela Benedetti Segretaria Pd federazione di Viterbo
