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“Il vaccino non serve, basta una terapia antivirale”

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Il virologo Giulio Tarro intervistato a Porta a Porta

Il virologo Giulio Tarro intervistato a Porta a Porta

Coronavirus - Una terapia intensiva

Coronavirus – Una terapia intensiva

Allerta Coronavirus

Allerta Coronavirus

Roma – “Il vaccino contro il Coronavirus non serve, basta una terapia antivirale nei primissimi giorni”. A dirlo è stato Giulio Tarro, virologo di fama internazionale intervistato alcuni giorni fa da Bruno Vespa a Porta a Porta.

“Un vaccino non è necessario – ha detto infatti Tarro -. La stessa organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha detto che per un vaccino ci vogliono 18 mesi. A questo punto è allora importante intervenire con degli antivirali. Fin da subito. Il tutto senza arrivare a una terapia intensiva. E’ anche una questione di buon senso”.

Non solo, ma secondo alcune ricerche condotte in Israele, “il virus – come Vespa stesso ha ricordato – potrebbe scomparire entro una settantina di giorni. Senza tuttavia specificare da quando parte il conteggio”.

Tarro è responsabile del comitato virosfera dell’Unesco ed è riconosciuto tra i più importanti virologi al mondo. Allievo di Albert Sabin, scopritore del vaccino contro la poliomielite, Giulio Tarro è stato per due volte candidato al Nobel per la medicina, l’ultima nel 2015. Fu inoltre lui a isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli, e, sempre a Napoli, a sconfiggere il cosiddetto “male oscuro”, un virus respiratorio che causava un’elevata mortalità nei bambini, fino a due anni, affetti da bronchiolite. Infine, nel 2018 Tarro è stato premiato in America come “miglior virologo dell’anno”.

Per Tarro il Covid è un virus che non può essere paragonato alla spagnola. “Sono famiglie virali diverse – ha spiegato infatti il virologo -. La spagnola prende tutto l’organismo ed è una malattia più importante che ha colpito e ucciso soprattutto giovani debilitati e denutriti che tornavano dalla prima guerra mondiale”. 

“Fosse per lei – ha chiesto poi Vespa – riporterebbe la gente in giro?”. “Io sono molto legato a Israele – ha risposto Tarro – dove la ricetta è isolare gli anziani e far circolare il virus tra i più giovani. I giovani, a cominciare dai bambini, hanno difese diverse, sicuramente migliori dei soggetti adulti e degli anziani. Bisognerebbe avere un poco di buon senso. Anche noi eravamo abituati a sentirci dire dai medici che ci vuole aria salubre e sole. Sono cose che fanno bene”. Come dire che tenere le persone chiuse in casa per tutto questo tempo, per Tarro, non è stata certo una buona idea”.

A criticare duramente le posizioni di Tarro, e la puntata stessa di Porta a Porta, è stato infine un altro virologo, Roberto Burioni, che su Twitter ha scritto: “In momenti come questo l’informazione è importantissima e il servizio pubblico televisivo dovrebbe agire con la massima responsabilità”.

Daniele Camilli


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