Ronciglione – (sil.co.) – Giallo di Ronciglione, il supertestimone Claudio Cipollini dice di non avere agito per ripicca, piange in televisione e dice al pugile romano Andrea Landolfi, a processo per omicidio davanti alla corte d’assise di Viterbo: “Andrà tutto bene, ciao campione”.
Dopo “Chi l’ha visto?” anche “Quarto Grado” è tornato a occuparsi del giallo della morte di Maria Sestina Arcuri dopo che un supertestimone, il detenuto laureato in legge Claudio Cipollini alias zio Rocco, ha detto di avere ricevuto delle ammissioni in carcere da Andrea Landolfi, il fidanzato accusato di omicidio perché, secondo l’accusa, avrebbe spinto giù dalle scale di casa della nonna, a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, la parrucchiera 26enne originaria di Nocara, in provincia di Cosenza.
Cipollini, 44 anni, attualmente ai domiciliari, ha confermato quanto detto a Tusciaweb, e cioè di avere conosciuto Landolfi nel carcere di Regina Coeli dove anche lui era detenuto per un vecchio procedimento. E si è parlato anche dell’ex difensore Giacomo Marini, revocato il 29 marzo da Landolfi, di cui ieri Tusciaweb ha pubblicato una intervista sui suoi rapporti con Cipollini. Marini non è però entrato bel meriro delle presunte ammissioni, trincerandosi dietro il segreto professionale.
“Andrea mi disse ‘eravamo ubriachi e l’ho scaraventata per le scale’ – ha ribadito il testimone, che lo scorso primo aprile ha chiesto di esser sentito dal pm Franco Pacifici – questo è il termine che lui ha usato, ‘scaraventata’. Gli dissi: ‘ Guarda, io non sono iscritto all’ordine’, se vuoi posso darti un legale’, che poi tutti abbiamo conosciuto, è l’avvocato Giacomo Marini”.
“A fine gennaio ho avuto un incontro con la famiglia, cui ho detto quanto a mia conoscenza. Ho detto loro ‘decidete, pensateci perché cambia molto. La sorella disse ‘o Dio, no, non voglio sentire, mi sento male’. Una zia si mise a piangere e la nonna disse ‘no, è impossibile, forse non stava bene di testa’”.
Sul perché si sia deciso a parlare solo il primo aprile, dopo la revoca di Marini, il 44enne ha negato che si sia trattato di una ripicca. “Io, essendo parte della linea difensiva, dovevo seguire la loro linea. Vuoi che dico che sei innocente? Va bene, io seguo la linea dura fino alla fine”, ha spiegato Cipollini.
“Posso dire che era ubriaco, ha avuto un gesto maldestro, che ha portato al decesso di una ragazza e comunque dovrà assumersi le sue responsabilità. Secondo me non voleva assolutamente uccidere”, ha sottolineato.
Davanti alle telecamere, Cipollini si è poi rivolto a Landolfi e ha pianto: “Andrea, questa posizione che zio Rocco ha preso, è stata la coscienza, vedrai che tutto andrà bene, ciao campione”.
Ultimo ma non ultimo. Relativamente alle foto circolanti su internet che lo ritraggono con un tesserino falso dell’ordine degli avvocati di Roma in mano, contro cui puntano il dito i nuovi difensori Daniele Fabrizi e Serena Gasperini mettendone in discussione l’attendibilità, Cipollini dice: “Una cosa privata, era un gioco tra noi dello staff, nella foto ho i capelli dritti perché facevo il matto”.



