Roma – 60mila assistenti civici, è scontro nel governo.
Divampano la polemiche tra le maggioranza e opposizione, ma anche all’interno del governo, sui 60mila assistenti civici che il ministero degli Affari regionali vuole mettere a disposizione ai comuni per far rispettare le norme anti contagio in luoghi pubblici.
All’interno della stessa maggioranza del governo, non tutti sono d’accordo sulla decisione del ministro Francesco Boccia.
In particolare Gianluca Castaldi e Stefano Buffagni, rispettivamente sottosegretario e viceministro (M5s) hanno definito la decisione “fuga in avanti non condivisa”.
Critiche sulla decisione anche da alcuni membri del Partito democratico come Matteo Orfini.
“Se apri i locali – scrive il deputato Orfini su Facebook – nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici. Servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori. Non una schiera di influencer che commentano indignati le foto del giorno”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi.
“Come spesso accade – ha scritto Renzi su Twitter – la penso come Matteo Orfini”.
Dal Viminale fanno sapere che la decisione è stata assunta “senza la consultazione del ministero dell’Interno”.
Anche dai banchi dell’opposizione non sono mancate le polemiche.
Giorgia Meloni (FdI) ha descritto questa iniziativa come la “deriva autoritaria del governo”.
