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“Al lavoro anche il primo maggio, l’ho promesso ai tanti italiani dimenticati…”

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Videointervista a Matteo Salvini

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Matteo Salvini

Matteo Salvini

Umberto Fusco

Umberto Fusco

Viterbo – “Ho promesso a tanti italiani dimenticati di essere sul nostro posto di lavoro anche il primo maggio”. La Lega non si ferma e continua la protesta, occupando camera e senato e da uno scranno di palazzo Madama Matteo Salvini spiega a Tusciaweb le ragioni. Accanto ha il senatore Umberto Fusco: “Stiamo ricevendo tante adesioni e apprezzamenti da ogni parte d’Italia, Viterbo compresa”. Si alterna con i colleghi, mentre Salvini è deciso: “Siamo testoni, vediamo di portare a casa risultati per gli italiani”. Le risposte di Conte alla crisi non piacciono. Mentre, come augurio, per il prossimo 3 settembre, sperando che tutto sia passato: “L’anno scorso ho saltato il trasporto, conto di rifarmi quest’anno”. 

Senatore Salvini, quanto pensate di resistere alla Camera e al Senato?
“Ho promesso a tanti italiani dimenticati di essere sul nostro posto di lavoro anche il primo maggio, per offrire a loro l’idea d’Italia che abbiamo in testa, dall’agricoltura al turismo, al commercio, alle terme. Siamo in contatto con tanti sindaci di città termali che stanno soffrendo più di tanti altri, da Viterbo a Montecatini, a Sirmione, al Garda. Abbiamo proposte concrete. Per il momento il governo onestamente non è che ci abbia ascoltato più di tanto. Però penso che abbia capito che la gente è molto, molto arrabbiata. Quindi contiamo di essere utili in questa nostra forma di attività. Il parlamento è deserto, tutti gli altri, giusto per loro, sono tornati nelle loro città, con le loro mogli e con i loro figli. Noi abbiamo scelto di onorare il nostro mandato, dialogando con voi, con sindaci, pescatori, allevatori, ristoratori, cassintegrati, tassisti, cercando non miracoli ma risposte”.

Qual è il segnale da parte del governo che potrebbe farvi desistere dalla vostra iniziativa?
“Qualcosa oggi hanno annunciato. Soldi ai comuni, perché i comuni sono al disastro e rischiano di non pagare più i dipendenti. Tornare indietro sullo svuota carceri, con la scusa del virus sono usciti più di 40 tra mafiosi, camorristi, ergastolani: è una follia e sulla cassa integrazione velocizzare le procedure che per il momento si sono rivelate fallimentari. Siamo testoni e vediamo di portare a casa dei risultati per gli italiani che stanno aspettando da troppo tempo le risposte”.

Anche a Viterbo, come altrove, persone e imprese sono in forte difficoltà. Un messaggio che si sente di mandare loro?
“Noi stiamo proponendo ricette concrete, non modelli lunari. Ad esempio per artigiani, commercianti, microimprese, famigliari, in Austria c’è un intervento a fondo perduto di seimila euro, mentre qua c’è il prestito di 25mila euro che è una complicazione assurda. Abbiamo portato sui tavoli del governo i modelli che funzionano all’estero. Speriamo che non ci mettano altre settimane. Perché ad esempio, se ci avessero ascoltato sulla cassa integrazione, invece di coinvolgere fin da subito Cgil e sindacati, la cassa integrazione sarebbe già arrivata da tempo sui conti correnti dei lavoratori. Non promettiamo miracoli, come detto, ma serietà sì”.

Magari un augurio, essere a Viterbo a settembre per il trasporto della macchina di Santa Rosa. Sperando che il trasporto ci sia.
“L’ho saltato l’anno scorso e conto di rifarmi quest’anno con Santa Rosa”.

Giuseppe Ferlicca


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