Viterbo – Anche il tiro a volo ha riaperto i battenti lunedì 4 maggio.
I primi a tornare in pedana, secondo le direttive del governo attuate dalla Fitav, sono stati i tiratori delle massime categorie e i componenti delle squadre azzurre.
La mancanza di contatto fisico e il distanziamento sociale assicurato dagli ampi spazi dei centri sportivi hanno convinto alcune regioni ad aprire i poligoni a tutti. Tra queste, però, non figura il Lazio.
“Purtroppo a livello sportivo la regione non è gestita molto bene – racconta Valerio Grazini –. La Lombardia, le Marche e l’Abruzzo, per fare alcuni esempi, hanno già aperto a tutte le categorie di tiratori dalla più bassa fino all’Eccellenza, dove risiedono i nazionali e gli atleti di interesse nazionale. Da noi si possono allenare solo gli Eccellenza ma senza uscire dalla provincia. Quanti siamo nella Tuscia? Poche unità“.
Per l’atleta viterbese, plurimedagliato e tra gli elementi di punta della Nazionale italiana di fossa olimpica, allenarsi è ancora più difficile per via della cancellazione dei vari tornei internazionali che avrebbero condotto alcuni azzurri alle Olimpiadi di Tokyo. E attualmente gli atleti che possono accedere al Tiro a volo Viterbium sono pochissimi.
“Ripartire sarà molto difficile – conclude Grazini –. Gare nazionali al momento non ce ne sono e il calendario internazionale, che mi riguarda da vicino, è stato cancellato. Niente coppa del Mondo, niente campionato d’Europa e niente Olimpiadi che speriamo si possano disputare nel 2021. Per il momento solo tiri di prova e allenamenti senza nessun tipo di stimolo. L’unico obiettivo è quello di mantenere ritmo con la speranza che l’emergenza sanitaria tramonti il prima possibile”.
Samuele Sansonetti
