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“Auto rubate vendute, risarciti dalla concessionaria gli ignari acquirenti”

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Polizia - Operazione Castro

Polizia stradale – Operazione Castro

Polizia - Operazione Castro

 Operazione Castro – Materiale sequestrato

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – Operazione “Castro”, domani davanti al gip l’imprenditore 42enne cui è stato vietato per sei mesi il commercio di vetture dopo la scoperta che aveva venduto nella Tuscia, secondo l’accusa, una ventina di auto di media cilindrata rubate a Napoli per un valore totale di oltre 300mila euro.

“Anche lui una vittima. Ha risarcito tutti gli ignari acquirenti viterbesi”, ribadisce la difesa.

E’ il titolare di una concessionaria plurimarche di un piccolo centro dell’Alta Tuscia raggiunto lunedì 11 maggio dalla misura cautelare interdittiva del divieto di esercitare attività di impresa relativa al commercio di autoveicoli per la durata di sei mesi.

Quando, circa un anno fa, è esploso il caso avrebbe risarcito tutte le vittime, ovvero gli ignari clienti beccati dalla stradale alla guida di un’auto rubata o comunque “non pulita”, restituendo loro la somma pagata o dando loro un’altra vettura in sostituzione. 


Articoli:  L’imprenditore: “Sono anche io una vittima” – Auto rubate nel napoletano e rivendute nell’Alta Tuscia – Stroncato riciclaggio di auto, chiusa concessionaria e denunciato titolare


Si tratta del 42enne finito al centro della maxi inchiesta su un presunto giro di riciclaggio e ricettazione di auto tra il Lazio e la Campania condotta dalla Polstrada, coordinata dalla procura delle repubblica di Viterbo, il cui bilancio, per il momento, è di un arresto e un indagato a piede libero. Non si escludono, nel frattempo, ulteriori sviluppi. 

“Sono anche io una vittima, vittima di un commerciante che mi ha truffato”, si è difeso su Tusciaweb tramite l’avvocato Samuele De Santis che, alla luce delle 1200 pagine delle carte dell’inchiesta, potrebbe consigliare al suo assistito di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato. 

L’autosalone, intanto, prosegue la sua normale attività. Si è invece dimesso martedì dal ruolo di amministratore della società il commerciante, raggiunto dalla misura interdittiva e indagato a piede libero. E’ invece agli arresti domiciliari col braccialetto il presunto complice, un napoletano di 32 anni, Vincenzo Maresca, che gli avrebbe procurato le macchine poi rivendute a ignari acquirenti nel Viterbese.

Il 42enne è stato convocato assieme al suo avvocato, alle 9,30 di domani, presso l’aula 1 del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, dove troverà ad aspettarlo il gip Francesco Rigato, che lo scorso 6 maggio ha emesso l’ordinanza chiesta dalla pm Chiara Capezzuto, sfociata all’inizio di questa settimana nell’operazione “Castro” della polizia stradale guidata dal dirigente Gian Luca Porroni. 

“Il mio assistito in questa vicenda è parte offesa. Era amministratore di una società che non aveva alcuna necessità di immettere sul mercato auto che non fossero sicure. Le auto gli sono state proposte da un commerciante che lo ha raggirato. Non appena i clienti gli hanno riferito di essere stati fermati dalla stradale e che la macchina che gli aveva venduto non era pulita, ha provveduto immediatamente a risarcirli o a comprargliene lui un’altra in sostituzione di tasca propria. Ce ne contestano quattro, ma noi ne abbiamo risarcite 12”, ribadisce il difensore De Santis, non escludendo di ricorrere al Riesame per la revoca della misura interdittiva. 

 

 

 

 


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