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“Banca d’Italia, il 70% delle segnalazioni sul sistema bancario riguardano la sospensione dei mutui sulla prima casa”

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Viterbo - La Banca d'Italia in via Marconi

Viterbo – La Banca d’Italia in via Marconi

Viterbo - Centro storico - Via Marconi

Viterbo – Centro storico

Soldi

Finanziamenti e prestiti

Roma – Emergenza Covid e richieste di sospensione dei mutui sulla prima casa da parte delle famiglie. Il grosso delle segnalazioni alla Banca d’Italia ha riguardato questo tipo di problema.

La Banca d’Italia ha infatti pubblicato nei giorni scorsi una scheda sulle “principali indicazioni – sta scritto nel documento di Bankitalia – emerse dall’analisi delle segnalazioni indirizzate alla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario e alla Banca d’Italia in relazione a problemi nell’accesso alle misure di sostegno alla liquidità introdotte con i decreti Cura Italia e Liquidità”.

Il periodo preso in considerazione va dal 16 marzo al 13 maggio. Leggendo la scheda emergono si scopre così che la “quota più cospicua delle segnalazioni – sottolinea Banca d’Italia – è relativa alla concessione delle moratorie di mutui e prestiti, che nel tempo hanno comunque fatto registrare un andamento decrescente. I problemi si concentrano in particolare sulle richieste di sospensione dei mutui sulla prima casa da parte delle famiglie (il 70% di questa tipologia di segnalazioni), le lamentele sono relative in prevalenza all’addebito di rate in scadenza nonostante la richiesta di sospensione (23%) e a ritardi e inadeguatezze delle procedure (20%). Entrambe le casistiche sono, però, in riduzione”.

“Molte segnalazioni – prosegue la scheda di via Nazionale a Roma – riguardano situazioni non contemplate dalle previsioni di legge, come il credito al consumo e i mutui ristrutturazione e per la seconda casa. I dinieghi di moratoria per assenza dei requisiti rappresentano più del 30% di questa tipologia. Queste segnalazioni sembrano indicare, più che insoddisfazione verso le banche, una domanda di ampliamento dell’ambito di applicazione delle misure governative”.

Nel corso del tempo è aumentata anche l’incidenza delle segnalazioni riguardanti l’accesso alle misure previste dal decreto liquidità, circa il 15% del totale, in particolare i finanziamenti fino a 25 mila euro.

“Le principali lamentele relative a quest’ultima tipologia – riporta la scheda della Banca d’Italia – hanno riguardato lungaggini procedurali (24%), l’effettuazione di un’istruttoria ordinaria sul merito creditizio anziché di una semplificata (26%), la richiesta di documentazione aggiuntiva (21%) e policy aziendali che precludono l’erogazione dei finanziamenti (21%). Lamentele di carattere trasversale hanno riguardato, inoltre, carenze nell’attività d’informazione e supporto alla clientela e disservizi legati alla temporanea chiusura delle filiali”.

Daniele Camilli


– La scheda della Banca d’Italia


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