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Boscaiolo schiacciato dal trattore, rimessi in libertà i datori di lavoro

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Botan Dumitru

Botan Dumitru

Soriano nel Cimino - Incidente mortale sul lavoro - I carabinieri sul posto

Soriano nel Cimino – Incidente mortale sul lavoro – I carabinieri sul posto

Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Boscaiolo schiacciato dal trattore, rimessi in libertà i datori di lavoro. Revocati dopo sei mesi gli arresti domiciliari a Dante Presciutti e Zechir Mahmudov. Sono accusati di omicidio colposo per la morte del 29enne Botan Dumitru. Entrambi restano sottoposti alla misura dell’obbligo di dimora. Dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato, per loro il processo si è aperto il 20 maggio davanti al giudice Silvia Mattei. 

Vittima un taglialegna d’origine romena, residente da anni a Vetralla con la famiglia, morto sul colpo nel drammatico incidente avvenuto la mattina del 19 giugno 2019 in un bosco impervio in zona Piangoli-Acquaspasa a Soriano nel Cimino. L’operaio, sbalzato dal trattore che si è ribaltato più volte precipitando lungo un tratto di oltre 70 metri fino a valle, secondo l’accusa non avrebbe avuto neanche la patente e nessuna abilitazione alla conduzione di mezzi d’opera.

Per la sua morte sono stati arrestati dopo cinque mesi, lo scorso 13 novembre, l’imprenditore 46enne di Vetralla Dante Presciutti e il 43enne d’origine macedone Zechir Mahmudov di Ischia di Castro, difesi rispettivamente dallo studio legale Massatani e dall’avvocato Samuele De Santis.  Davanti al giudice Silvia Mattei si è costituita parte civile la vedova, anche per i figli minori della coppia, un bambino e una bambina rimasti orfani, la scorsa estate, in tenerissima età. La famiglia della vittima, nel frattempo, sarebbe stata già risarcita dall’Inail.

Presciutti è il titolare della ditta di Vetralla fallita nel 2018 per cui lavorava l’operaio mentre Mahmudov risulta essere il vicepresidente della cooperativa Agripro di Caprarola per cui il 29enne lavorava al momento della disgrazia.

In occasione dell’udienza di ammissione delle prove, i difensori degli imputati hanno anticipato la richiesta al tribunale di una serie di perizie, sulle quali si deciderà prima della fine della fase istruttoria del processo: una perizia sui luoghi dove è avvenuto l’incidente; una perizia sul libretto di manutenzione e il funzionamento del trattore; una perizia sulla pendenza del terreno. Vorrebbero inoltre sentire, riguardo al tasso alcolemico rilevato sulla vittima, il medico legale Maria Rosaria Aromatario, che ha effettuato l’autopsia per la procura. 

I primi testimoni dell’accusa saranno sentiti il prossimo 24 giugno, quando il processo entrerà nel vivo con l’ascolto di tre operanti.


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