Viterbo – (g.f.) – “Buoni spesa, alcuni supermercati accettano il pagamento di solo metà dell’importo speso”. Chiara Frontini (Viterbo 2020), affrontando l’emergenza Coronavirus in consiglio comunale è tornata su qualcosa che non ha funzionato al meglio.
Il sindaco Arena ha parlato di oltre duemila famiglie raggiunte e in qualche modo ha ringraziato regione e governo per i fondi messi a disposizione: “Ci consentono di soddisfare le esigenze praticamente di tutti, non concordo con chi ha criticato per lo stanziamento”.
In disaccordo con un suo capogruppo di maggioranza, Luigi Maria Buzzi (FdI) che invece, il governo e la regione li critica eccome.
Così come, per altre ragioni, pure Frontini ha qualcosa da ridire. “Alcuni supermercati, legittimamente, quando le persone arrivano alle casse e pagano coi buoni, chiedono metà dell’importo in contanti e l’altra metà coi buoni.
È legittimo, perché a monte ci sono accordi con l’impresa che li ha stampati. Ma allora si poteva trovare un altro sistema, accreditare piccole realtà, muoversi in modo diverso. Ci sono comuni che hanno stampato in proprio i buoni”.
Chi va a fare spesa coi buoni, di soldi non ne ha molti. “Persone – spiega Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020) – che una volta arrivate alla cassa hanno dovuto lasciare tutto il cibo, perché altrimenti avrebbero dovuto pagare metà in contanti e non avevano un soldo”.
E come se non bastasse: “Dopo un mese – osserva Lina Delle Monache (Obiettivo comune) – c’è chi ancora aspetta di ricevere i buoni”.
Altra criticità, le mascherine. “Non c’erano per tutti – spiega Antonio Scardozzi (FdI) consigliere con delega alla Protezione civile – ne abbiamo consegnate prima 7500 e poi altre 4500 a quelli che io definisco 25 uffici pubblici, le edicole”. Pure in questo caso, modalità di distribuzione non esente da critiche.
