Viterbo – (g.f.) – “Cento anni fa si sono risollevati dalla Spagnola ma non avevano questo governo”. Bordate a Conte e al centrosinistra dalla Lega e in particolare dal sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi.
In collegamento con altri colleghi del Lazio, per parlare a un’iniziativa del partito, dell’emergenza Coronavirus, non ha risparmiato critiche a un esecutivo che per il primo cittadino è a corto di idee.
Nello stesso incontro ha esordito il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci, fresco d’ingresso nel Carroccio, mentre l’apertura e le conclusioni sono state affidate al senatore Umberto Fusco.
“Abbiamo provato a collaborare con questo governo, avanzando proposte – ha detto Fusco – ma non siamo stati ascoltati. Di oltre 200 emendamenti non ne è stato approvato nemmeno uno”.
Mentre Giulivi vorrebbe capire cosa si deve aspettare Tarquinia per la prossima stagione turistica. “All’incontro in regione – continua Giulivi – ho chiesto semplicemente quando si potrà partire. Non mi hanno risposto. Dobbiamo far capire alla gente come potrà venire in spiaggia. Regole semplici”.
Possibilmente da non interpretare. “Noi abbiamo tradotto l’etrusco, ma non siamo riusciti a tradurre cosa voglia dire Conte con i suoi decreti”.
Preoccupato anche Bartolacci. “Il governo non è in grado di gestire la crisi – sostiene Bartolacci – il pensiero è per le tante attività legate al turismo. Ho parlato con molti di loro, preferiscono non aprire piuttosto che farlo con troppi obblighi e condizioni.
Se ogni giorno ci devono mettere cento euro per fare dieci caffè o due coperti, non può funzionare”.
Al primo cittadino di Tuscania, la fase 2 non è piaciuta. “Si consente ai cittadini di fare una passeggiata. E poi?
Il governo non ha nemmeno avuto il coraggio di dire mettiamo le mascherine, rendiamolo obbligatorio, perché in queste settimane non è stato in grado di mettere in campo meccanismi per produrle”.
Oltre a Giulivi e Bartolacci, all’incontro hanno partecipato pure Ernesto Tedesco (Civitavecchia), Nicola Ottaviani (Frosinone), Candido De Angelis (Anzio), Alessandro Grando (Ladispoli) e Mariano Calisse (Borgorese – Rieti).


