- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Chiede di uscire la sera durante l’affidamento in prova, la cassazione dice no

Condividi la notizia:

La suprema corte di Cassazione

La suprema corte di Cassazione

Viterbo – (sil.co.) – Chiede di uscire la sera e venire a Viterbo durante l’affidamento in prova ai servizi sociali, ma la corte di cassazione rigetta il ricorso di un 35enne cui le limitazioni della misura alternativa alla detenzione andavano strette.

E conferma anche il no al doppio lavoro che lo avrebbe portato a muoversi tra le province di Viterbo e Rieti, costringendolo a rinunciare a un contratto a tempo indeterminato nel capoluogo della Tuscia, per uno a tempo determinato ma più facilmente controllabile in Sabina.

Protagonista un viterbese con precedenti penali per droga, seguito dal Serd, che avrebbe voluto il permesso di uscire da casa anche dalle 21 alle 7 e di muoversi liberamente tra le province di Viterbo e Rieti e le regioni Lazio e Umbria per motivi di lavoro, dopo essersi trasferito dalla Tuscia a convivere con la compagna in provincia di Terni.

Secondo la difesa, le prescrizioni non avrebbero tenuto conto delle esigenze lavorative e di vita del 35enne. Sul fronte lavorativo, in particolare,  il 35enne avrebbe avuto sia un contratto a tempo indeterminato con un’azienda di Viterbo, sia un contratto a tempo determinato per 20 ore presso un’azienda di Rieti. Quest’ultimo l’unico lavoro autorizzato dal magistrato di sorveglianza. 

In merito alla richiesta di derogare all’obbligo di rincasare nella propria abitazione entro le 21 e di non uscire prima delle 7, il difensore ha invece sottolineato “il notevole cambiamento del modus vivendi e delle abitudini di vita dell’affidato, che ha portato avanti un percorso positivo presso il Serd competente, lavorando regolarmente, come dipendente, con l’azienda di Viterbo e partecipando a varie iniziative sul versante professionale e ricreativo”.

Il 35enne, oltre ad andare al Serd e lavorare per due “padroni”, avrebbe anche partecipato a un corso intensivo per barbieri, frequentato con regolarità una federazione sportiva, un corso per Dj professionista, un corso per saldatore, conseguito un attestato di qualifica professionale come “meccanico riparatore di veicoli a motore” e perfino frequentato un corso di motociclismo.

“Ma soprattutto – ha sottolineato la difesa – si è trasferito dalla provincia di Viterbo a quella di Terni, dove è residente insieme alla compagna, con conseguente distacco dal tessuto sociale nel quale aveva maturato le proprie scelte delinquenziali. Per tali ragioni, il permanere della prescrizione dell’obbligo di rincasare entro le 21 e di non uscire prima delle 7, costituirebbe un ostacolo all’attività di risocializzazione e di recupero dell’affidato, potendo determinare un cambiamento dell’accoglienza da parte della nuova comunità”.

Rigettando il ricorso, i giudici della suprema corte motivano, tra l’altro, come, per quanto riguarda in particolare il discorso del doppio lavoro, a Viterbo e anche a Rieti:”Il magistrato di sorveglianza ha sottolineato l’impossibilità per l’affidato di svolgere entrambe le attività lavorative, atteso che il 35enne avrebbe finito per essere impegnato per 60 ore settimanali, ovvero per un monte ore superiore a quello stabilito dal contratto di lavoro”.

“Muovendo da tale presupposto – è la conclusione – il magistrato di sorveglianza ha ritenuto che dovesse essere preferita, tra le due opzioni, l’attività alle dipendenze dell’azienda di Rieti, in quanto attività soggetta a maggiori controlli sull’affidato da parte del datore di lavoro”. 


Condividi la notizia: