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“Chiuso in una stanza vedevo la mia famiglia da un vetro, ma ora sono più forte e innamorato della vita”

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Luca Ceccarelli

Luca Ceccarelli

Ronciglione – Guarire dal Coronavirus nel giorno della festa della mamma. È successo a Luca Ceccarelli, 30enne di Ronciglione che lavora come infermiere in una struttura romana. “Devo ringraziare la mia splendida mamma – scrive in un lungo post su Facebook – che in questi giorni, con la sua forza e la sua tenacia, ha affrontato questa drammatica situazione con molto coraggio e ottimismo, contribuendo anche a cucinarmi ottime pietanze lasciate su un vassoio fuori dalla porta”.

Fino a ieri il 30enne era l’unico paziente Covid ancora positivo a Ronciglione, ma grazie alla sua guarigione il paese è tornato a zero malati. Luca aveva scoperto di aver contratto il virus lo scorso 21 aprile. “Queste giornate di ‘esilio’ – racconta – sono state per me molto difficili. Sono stato chiuso nella mia stanza senza avere contatti con nessuno: solo i miei familiari potevano vedermi dal vetro della stanza. Vi assicuro che questo distacco forzato è stato doloroso e sconfortante: solo la mia determinazione mi ha fatto concludere questo percorso”.

Un percorso durato circa venti giorni. Ma Luca ha avuto resilienza. “Voglio far capire a tutti l’importanza di questa drammatica situazione – è il suo messaggio -. Mi ha cambiato profondamente, rendendomi più riflessivo, più forte di prima e soprattutto più ‘innamorato’ della vita. È opportuno che dalle cose brutte che ci accadono si possa sempre trarre un insegnamento per non ripetere gli errori commessi. Mi raccomando: usiamo sempre il cervello”.

Dalla musica all’affetto dei familiari, dai regali degli amici ai messaggi dei colleghi. In tanti hanno aiutato l’infermiere ad affrontare la malattia. Il 25 aprile è stato il momento più emozionante. Nel giorno della Liberazione i suoi vicini di casa hanno fatto risuonare per il quartiere le note dell’inno di Mameli. E tra il tricolore sventolava uno striscione bianco abbellito da un arcobaleno: “Siamo tutti con te. Daje Luca, andrà tutto bene”. Poi l’applauso. E l’urlo: “Auguri Luca”. Un gesto spontaneo quanto commovente, testimone della vicinanza e dell’affetto dell’intero paese.



“Un ringraziamento – conclude il 30enne – va a mio fratello, che mi ha sostenuto in tutte le mie esigenze che mi sono servite a non perdere la bussola. Un ringraziamento speciale va poi a Francesco Fiorelli e alla sua troupe ‘Chianello Village’ che in questo periodo di emergenza sanitaria mi hanno fatto compagnia con la loro musica (animando il mio quartiere), e a Leonardo Modanesi per le sue bellissime canzoni. Altri ringraziamenti vanno poi a tutti i miei parenti, amici, conoscenti, vicini di casa, colleghi di lavoro e followers che con un semplice gesto (sms, telefonate, messaggi affettuosi, regali e preghiere) mi hanno risollevato spesso il morale. Un sentito ringraziamento va al primo cittadino Mario Mengoni, che con la sua professionalità ha saputo affrontare questa grande emergenza. La Cri di Ronciglione-Sutri e lo staff Covid-19 della Asl di Viterbo. Spero di rivedervi presto. Tutti”.

Raffaele Strocchia


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