Viterbo – (sil.co.) – “Condizioni di salute mediocri, ma non incompatibili col regime carcerario”. No degli ermellini alla scarcerazione di un sindacalista detenuto a Mammagialla per estorsione aggravata.
“Se non mi paghi ti diffamo con i clienti”. Sfruttando il suo ruolo avrebbe estorto 30mila euro alla società di vigilanza con cui aveva lavorato in passato, minacciando il responsabile di continuare a criticare i servizi offerti se non avesse pagato.
Per questo nel maggio del 2015 il segretario nazionale, nonché fondatore, del sindacato Roma Capitale Guardie Giurate, Mario Buscia, 58 anni, fu arrestato dai carabinieri assieme al figlio, componente della segreteria generale del Lazio, con l’accusa di concorso in estorsione aggravata.
Condannato e detenuto nel carcere di Viterbo, ha presentato ricorso in cassazione contro la decisione del 23 maggio 2019 del tribunale di sorveglianza di Roma che, definendo le sue condizioni mediocri ma non incompatibili col regime carcerario, gli ha negato la concessione dell’affidamento in prova al servizio sociale, della detenzione domiciliare o del differimento della pena per motivi di salute. Ma gli ermellini hanno giudicato inammissibile il ricorso.
Per la cassazione, il tribunale di sorveglianza non è incorso in alcuna violazione di legge e ha offerto una motivazione adeguata a sostegno della decisione.
“L’ordinanza impugnata – si legge nelle motivazioni della sentenza – dà conto, in primo luogo, della relazione sanitaria del 18 maggio 2019, riferendo che da essa emergono reazione depressiva con difficoltà di accettazione della detenzione e riferiti attacchi di panico, modesta tachicardia sinusale con normali valori della pressione arteriosa in assenza di reperto cardiaco significativo, per cui è stata prescritta terapia con betabloccante con apparente scarso beneficio; dei disturbi riferiti dallo stesso Mario Buscia; del fatto che costui è stato ricoverato il 2 maggio 2019 all’ospedale di Viterbo, ma si è dimesso contro il parere dei sanitari il giorno dopo; dei risultati nella norma degli esami ematochimici eseguiti il 9 maggio 2019; del fatto che il Buscia è in attesa di eseguire le indagini che avrebbe dovuto eseguire all’ospedale di Viterbo”.
“Solo dopo tali riferimenti l’ordinanza afferma, congruamente, che le condizioni generali sono mediocri ma compatibili con il regime carcerario”, la conclusione.
