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Controlli anti-assembramento in centro, 23enne in manette la sera del 18 maggio

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Viterbo - La polizia davanti al tribunale

Viterbo – La polizia davanti al tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Controlli anti-assembramento in centro, prima finisce in manette per resistenza a pubblico ufficiale e poi anche per evasione dai domiciliari.

E’cominciata male la fine del lockdown per un viterbese di 23 anni. Il giovane, complice forse l’entusiasmo post-Covid, è stato arrestato una prima volta per resistenza dalla polizia che stava effettuano un controllo anti-assembramento on centro nella tarda serata del 18 maggio. Poi di nuovo, per evasione, per essere andato a Belcolle nonostante fosse stato posto ai domiciliari. E ieri mattina è comparso per la direttissima davanti al giudice Gaetano Mautone del tribunale di Viterbo. 

Sembra che il giovane, lunedì sera, stesse chiacchierando con alcuni amici in una traversa di via Saffi, nel cuore del centro storico di Viterbo. Ma qualcuno non avrebbe gradito e il gruppo, composto da tre-quattro persone, sarebbe stato segnalato per sospetto assembramento, con relativo intervento di una pattuglia della polizia.

All’arrivo degli agenti la situazione si sarebbe surriscaldata e il 23enne, già noto alle forze dell’ordine per la sua indole turbolenta, avrebbe dato in escandescenze. Ci sarebbe stato un po’ di parapiglia, al termine del quale il giovane è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale e mandato a casa agli arresti domiciliari in attesa di comparire davanti al giudice la mattina successiva. 

Il ragazzo, che sostiene di essere stato colpito nella confusione, nel frattempo si sarebbe recato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle per farsi refertare, col risultato che, non essendo stato trovato ai domiciliari, è stato nuovamente arrestato dalla polizia, per la seconda volta nel giro di poche ore, stavolta con l’accusa di evasione. Reato questo per cui si procederà a parte, dopo la richiesta di stralcio da parte del pubblico ministero Chiara Capezzuto. 

E’ stato invece convalidato ieri mattina dal giudice Gaetano Mautone l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Il 23enne, difeso dall’avvocato Irene Laurenti, durante l’udienza ha risposto alle domande del magistrato, fornendo la sua versione dei fatti, negando di avere opposto resistenza e dicendosi invece vittima di un colpo che lo avrebbe raggiunto negli attimi concitati del fermo. 

Al termine l’arrestato è stato rimesso in libertà, mentre su richiesta della difesa il processo per direttissima per resistenza a pubblico ufficiale è stato rinviato al prossimo 18 settembre, per vagliare l’opportunità di chiedere il ricorso a riti alternativi come l’abbreviato o il patteggiamento che, in caso di condanna, prevedono lo sconto di un terzo della pena. 


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