Montalto di Castro – Coronavirus, al via la Fase 2. E riaprono pure le marine di Montalto di Castro e di Pescia Romana. “Vengono meno – spiega il vicesindaco Luca Benni – le ordinanze che avevo emesso in precedenza, a partire dal divieto di transito pedonale e veicolare alle marine di Montalto e di Pescia. Anche qui saranno consentite le passeggiate, l’attività motoria, lo sport e la pesca. Tutto da fare individualmente e mantenendo le distanze. Mentre resta ancora vietata la balneazione, compresa la pesca subacquea”.
Per quanto riguarda la stagione estiva, invece, questa mattina iniziano gli incontri programmati dalla Regione Lazio. Si parte con comuni, prefetti e capitanerie di porto. Per poi proseguire, sul finire della settimana, con le associazioni balneari. Dal canto suo, la Regione ha già anticipato una serie di proposte che avanzerà per la riapertura degli stabilimenti in tempi di Coronavirus. Dalle spiagge a numero chiuso, con l’accesso consentito previa prenotazione, agli ombrelloni che dovranno essere distanziati.
Vicesindaco Benni, che cosa ne pensa?
“Mi pare che si stia iniziano, non solo in ritardo e con ancora tanta confusione, ma anche con le imposizioni da parte della Regione. Così, però, non può funzionare. Senza un dialogo serio e costruttivo, infatti, non andremo lontano. Montalto ha tante proposte, ma la voce dei sindaci deve essere ascoltata. Perché ogni comune ha esigenze e problematiche diverse. Le spiagge a numero chiuso, la prenotazione degli stabilimenti e gli ombrelloni a distanza sono restrizioni che a mio avviso avranno delle conseguenze”.
Ovvero?
“Ai privati verrebbe tolto circa il 50% dei posti, quindi avranno meno clienti. Ciò li porterà, indiscutibilmente, a chiede più spazi di quelli già concessi. Ma così c’è il rischio che non si possa più usufruire delle spiagge libere, che invece sono un diritto di tutti. Sia ben chiaro: Montalto è disponibilissima a dare più spazio agli stabilimenti, affinché possano recuperare almeno in parte quello che gli verrebbe tolto con il distanziamento. Ma i cittadini non devono essere obbligati a pagare la spiaggia pubblica, perché ciò sarebbe socialmente scorretto. Ai privati andremo incontro il più possibile, ma senza danneggiare i cittadini. E per capire come poter intervenire abbiamo iniziato a mappare i nostri 18 chilometri di costa, undici dei quali sono di spiaggia libera”.
In tempi di Coronavirus i controlli sulle spiagge libere dovranno aumentare. Come?
“È un problema serio. Durante la stagione estiva Montalto arriva a quadruplicare il numero dei cittadini, e c’è il rischio che quest’anno ci troveremo di fronte a un flusso ingestibile. La vigilanza dovrà essere enormemente superiore a quella del passato, soprattuto per la salvaguardia della salute pubblica. In questo il comune non si tirerà indietro, anche perché nei controlli del litorale siamo il fiore all’occhiello del Lazio. Ma Governo e Regione ci devono aiutare e stare vicino, anche e soprattuto economicamente. Montalto la sua parte l’ha già iniziata a fare, riversando gran parte dei fondi che sarebbero stati spesi per sagre ed eventi a favore della stagione estiva. Oltre che per le famiglie e le imprese in difficoltà”.
Sta dialogando con il sindaco di Tarquinia, altro comune viterbese che affaccia sul mare, per portare all’incontro proposte condivise?
“Con Giulivi ci stiamo confrontando quasi quotidianamente e abbiamo le stesse vedute. Voremmo, ad esempio, far finalmente partire il turismo balneare e permettere di raggiungere le seconde case. Vogliamo valorizzare il più possibile le nostre spiagge, con un allestimento logistico perfetto in quest’emergenza. Insomma, abbiamo una serie di proposte e ci aspettiamo entrambi di trovare nella Regione un buon interlocutore”.
Raffaele Strocchia
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