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“Il corpo di Norveo massacrato di botte e calpestato ripetutamente da Pang”

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Omicidio in via San Luca -Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

 Michael Aaron Pang e Norveo Fedeli

Viterbo - I rilievi della polizia scientifica al negozio Fedeli di via San Luca

I rilievi della polizia scientifica al negozio Fedeli di via San Luca

Remigio Sicilia

Il difensore Remigio Sicilia

Fausto Barili

L’avvocato di parte civile Fausto Barili coi familiari

Omicidio Fedeli - L'avvocato di parte civile Fausto Barili

L’avvocato di parte civile Fausto Barili coi familiari

Viterbo – “Non c’è stata nessuna aggressione da parte di Fedeli, nessun segno di difesa sul corpo della vittima, nessuna colluttazione tra Norveo e l’assassino che gli si è avventato contro. Pang ha massacrato a colpi di sgabello il povero Norveo e poi ne ha calpestato ripetutamente il corpo lasciandogli un’impronta di scarpa sulla testa”. Nessun dubbio, secondo l’avvocato di parte civile Fausto Barili, sull’efferatezza e la violenza con cui, il 3 maggio 2019, si è consumato il feroce omicidio del commerciante viterbese 74enne ucciso nella sua boutique di via San Luca da un 23enne americano d’origine sudcoreana, Michael Aaron Pang, nato a Seul e cresciuto a Overland Park nello stato del Kansas. 

Nessun elemento favorevole alla tesi dell’imputato (“Ho reagito a un’aggressione) ma una ulteriore conferma della brutalità del delitto per Barili, che assiste la vedova Maria Chiara Torri, i figli Pierluigi e Natalia e i due nipoti diretti dell’imprenditore. 

Ci sono volute oltre quattro ore, ieri mattina, per sentire i due consulenti del pubblico ministero Eliana Dolce: il medico legale Maria Rosaria Aromatario che ha effettuato l’autopsia, e l’ispettore capo Massimiliano Gori sulle Bpa, le analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine per la ricostruzione della dinamica del delitto.

In aula, davanti alla corte d’assise presieduta dal Silvia Mattei, sono state proiettate slide e mostrati filmati con l’obiettivo di chiarire ai due giudici togati e ai sei giurati popolari l’impianto accusatorio della procura. 

Nel frattempo la madre di Pang si prepara a venire in Italia dagli Stati Uniti per testimoniare a favore del figlio, che non ha più visto dopo l’arresto. 


“Pang ha calpestato il corpo di Norveo più volte”

“Rispetto a entrambi gli accertamenti, sia l’esame autoptico, sia la relazione di Bpa, è emerso sostanzialmente che il corpo di Norveo Fedeli è stato calpestato, e calpestato anche ripetutamente: la suola della calzatura è perfettamente sovrapponibile al tipo di riscontro sul corpo”, ha sottolineato Barili lasciando il tribunale coi familiari attorno alle 13,30. 

Per il difensore Remigio Sicilia non è emersa alcuna volontà di Pang di infierire sul corpo della vittima. Semmai è inciampato. 

“Era importante chiarire quanto riportato relativamente allo schiacciamento della testa, un’azione volta quasi a infierire sulla vittima – ha spiegato il difensore – l’ipotesi è quella di un intralcio creato dal corpo, quindi di uno strisciamento o addirittura di uno scivolamento di Pang che ha finito per colpire la testa di Fedeli ormai purtroppo a terra. Non è stata un’azione volta a infierire sulla vittima, è un’immagine assolutamente estranea al processo e a quello che è successo. Oggi è emerso che quella impronta, che indubbiamente c’è, della scarpa del Pang sulla testa di Fedeli può avere origini diverse. Ma perché dire che è stato uno schiacciamento volontario? Probabilmente è stato uno schiacciamento del tutto casuale”. 


“Sulla vittima nessun segno di difesa compatibile con una colluttazione”

“E’ stata un’udienza molto articolata, durante la quale siamo entrati per la prima volta concretamente all’interno della ricostruzione della dinamica omicidiaria e si sono palesati degli elementi che vanno in senso diametralmente opposto rispetto a una ipotesi di presunta aggressione da cui sarebbe scaturita l’azione omicidiaria da parte del Pang”, ha detto Barili. 

“La dottoressa Aromatario è stata chiarissima nel ricostruire la dinamica, da un punto di vista tecnico, per quelli che sono stati i riscontri: assenza di segni di difesa da parte della persona offesa, quindi nessuna colluttazione. L’eventuale timido tentativo di difesa, laddove Norveo Fedeli abbia avuto il tempo di capire quello che stava succedendo, non è certamente un concetto che possa anche lontanamente accostarsi a quello di una colluttazione. E’ stato un omicidio privo di qualsiasi logica”, ha ribadito il legale dei familiari della vittima.

“L’ispettore capo Gori – ha proseguito il legale della famiglia Fedeli – ha chiarito l’attendibilità e la natura degli accertamenti di Bpa, indagini di tipo scientifico che in Italia si sono registrate per la prima volta con i casi di Cogne e l’omicidio di Perugia, i cui risultati sono stati anche posti in correlazione con gli accertamenti sviluppati dalla dottoressa Aromatario. Ebbene, pure se da angolazioni diverse e con competenze differenti, i consulenti si sono trovati del tutto concordi”. 


La mamma di Pang verrà dagli Stati Uniti per essere sentita al processo

Testimonierà a favore del figlio la madre di Pang. La donna, salvo imprevisti, sarà sentita il prossimo 13 luglio, quando per la prima volta incontrerà il 23enne dopo il suo arresto per omicidio e rapina in Italia, dove da oltre un anno è detenuto nel carcere viterbese di Mammagialla, dal giorno successivo al delitto, quando fu catturato dai carabinieri a Capodimonte, dove alloggiava in un bed and breakfast. 

Il 12 giugno saranno sentiti ulteriori tre testi dell’accusa, tra cui un esperto di genetica forense. Il processo proseguirà quindi il 30 giugno e il 13 luglio, per giungere a fine istruttoria, nelle intenzioni della corte, dopo una ulteriore udienza a fine luglio. Entro la fine dell’anno, sempre salvo imprevisti, potrebbe arrivare la sentenza di primo grado. 

Silvana Cortignani

 


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