Venezia – “Corridoi turistici, non possiamo essere considerati il lebbrosario d’Europa”
Il governatore del Veneto Luca Zaia ha presentato oggi la nuova ordinanza che sarà in vigore fino al 15 giugno.
Zaia durante il suo intervento si è soffermato anche sulla restrizione da parte di alcuni paesi nei confronti dell’Italia per via dell’emergenza Coronavirus. “Non possiamo accettare che la Svizzera – ha detto – consideri gli italiani degli appestati, e la Croazia vada su questa strada. Non possiamo essere considerati il lebbrosario d’Europa solo perché in Italia il virus è arrivato prima che in altri paesi europei“.
E ha aggiunto: “Il problema è che ormai siamo ai tempi supplementari, di corridoi turistici se ne parla da settimane, e non è stato fatto nulla. E’ necessario che si muova la nostra diplomazia, il ministero degli esteri si deve far sentire e ci deve essere una regia Europa che finora è mancata. Mi rifiuto di pensare che si possa pensare ad aperture a macchia di leopardo in Europa. E’ scandaloso“.
Zaia ha poi parlato delle misure introdotte con la nuova ordinanza. Tra le novità c’è quella per cui scompare l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, ad eccezione che nei luoghi pubblici dove vi sono assembramenti, o dove non è possibile garantire il mantenimento delle distanze di sicurezza. Mentre rimane l’obbligo nei luoghi chiusi.
Prevista anche la riapertura dal primo giugno delle strutture termali e dei centri benessere e di tutti i sevizi per bambini e adolescenti. “Anche qui abbiamo risolto un vulnus del Dpcm – ha spiegato il governatore – dicendo che chi ha la gestione del centro estivo per bambini semplicemente notifica l’apertura della sua attività impegnandosi ad applicare le linee guida”. Inoltre nella nuova ordinanza, ha spiegato Zaia, è previsto che “nell’area privata una persona può organizzarsi la grigliata, ovviamente se non si è tra conviventi deve esserci un minimo di salvaguardia e di distanza”.
Sul fronte delle aperture tra regioni, Zaia ha detto “no alle aperture a macchia di leopardo, capisco la preoccupazione di qualche collega ma abbiamo la necessità di aprire tutti assieme”.
