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E il giorno che verrà…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Aprite le finestre al nuovo sole, quello del 18 maggio, quando dopo più di due mesi riaprono i parrucchieri e via pure le ricrescite. Dicono che l’avremmo sfangata come i  nostri bisnonni lo stesso giorno del 1910, quando la terra attraversò la cometa di Halley e temettero fosse la fine che non ci fu.

Dieci anni fa a Sanremo lo cantò Irene Grandi: “Vivevi coi vantaggi della civiltà e la cometa ferì il velo nero che nasconde la felicità”, poi venne “Un esistere a metà”.  L’oggi e il domani, la metà imposta dal virus e la metà da inventare, passando purtroppo per quarantena, quaresima e settimane di passione perché produrre il 9,5% in meno non è uno scherzo. Meno lavoro, meno soldi, meno consumi. Non solo addio alle comodità, ma disoccupazione, speculazione prevedibili, usura e malavita in agguato, forse disperazione e rivolta.

Poi si rinascerà perché l’istinto di sopravvivenza vince sempre e dal male il bene che nasce dall’esperienza. Per esempio, il lavoro da casa con il computer ha ucciso Fantozzi. Vuoi mettere infatti comunicare, gestire, perfino costruire con la postazione internet accanto alla cucina, rispetto al viaggio quotidiano sul trenino che impiega ore, autobus sporchi e se vai in macchina il supplemento di straordinario mattutino per il parcheggio, un panino all’una e il ritorno come l’andata, cenare, dormire e ripartire?

Più autonomia, invece, nei rapporti interpersonali, anche quelli gerarchici e sindacali. Più tempo libero.

Lavorando in casa si chiederanno ristrutturazioni e appartamenti più confortevoli con vantaggio per l’edilizia, da sempre motore dell’economia; potrà crescere la domanda di beni più adatti alle mutate condizioni di vita con la rottamazione dei ferri vecchi da trasporto, le macchine, e di servizio, elettrodomestici, libri, cinema, concerti, arte, fino alla tecnologia per l’ambiente in agricoltura, in fabbrica. Praterie per intraprendere.

Prima però la quaresima e uno stato che sappia farsi cireneo aiutando realmente. Non a promesse come per mascherine, test sierologici, tamponi, soldi contanti e subito. Invece, il solito  Everest di carte bollate inutili e di regole impossibili e imprevedibili dettate da esperti del centimetro e non di vita vissuta in fabbrica, ufficio, cucina di ristorante, spiaggia. Tutto giustificato da politici declamanti che “Il momento è difficile”.  Difficile sì, ma non per loro, sembrerebbe.

Non preoccupiamoci. Dal 18 maggio la solita e solida linea guida, il buon senso che non manca, basta e avanza.

Renzo Trappolini


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