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“Entro 15 giorni l’Inps avverta gli utenti su violazione dati”

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Ufficio

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Roma – “Entro 15 giorni l’Inps avverta gli utenti su violazione dati”.

Era il primo aprile quando il sito dell’Inps andò in tilt. Il caos sul portale avvenne per i troppi utenti che contemporaneamente provarono a fare domanda e richiedere così l’indennità di 600 euro prevista dal Cura Italia.

L’operatività del sito venne sospesa per ore. Ma non fu solo quello il problema. Diversi profili di utenti divennero infatti di pubblico dominio con relativa diffusione di alcuni dati personali. 

Oggi a fare chiarezza è il Garante della privacy con una nota.

Il Garante, si legge nel testo, riportato da Adnkronos, “ingiunge all’Inps di comunicare, senza ritardo e comunque entro quindici giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, le violazioni dei dati personali in esame a tutti gli interessati coinvolti”.

E, inoltre, “richiede all’Inps di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto prescritto nel presente provvedimento e di fornire comunque riscontro adeguatamente documentato ai sensi dell’art. 157 del codice, entro il termine di 20 giorni dalla data della ricezione del presente provvedimento. L’eventuale mancato riscontro può comportare l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria”.

“Alla luce del complessivo esame delle circostanze portate all’attenzione dell’Autorità – si legge ancora – e delle considerazioni svolte, ferma restando la necessità di proseguire l’istruttoria in corso il Garante ha ravvisato la necessità e l’urgenza di ingiungere di comunicare le violazioni dei dati personali agli interessati coinvolti, descrivendo la natura delle violazioni e le possibili conseguenze delle stesse, fornendo i dati di contatto del responsabile della protezione dei dati o di altro punto di contatto appositamente istituito presso cui ottenere più informazioni, nonché fornendo loro indicazioni specifiche sulle misure che possono adottare per proteggersi da eventuali conseguenze negative delle violazioni”.

E precisa il Garante, “tale comunicazione, inviata anche con mezzi elettronici, dovrà essere differenziata in funzione dei rischi e delle specifiche caratteristiche che le violazioni dei dati personali in esame presentano per ciascun interessato coinvolto e dovrà essere effettuata, senza ingiustificato ritardo, anche nei confronti di altri interessati che verranno individuati all’esito di eventuali ulteriori attività di analisi condotte dall’Istituto”.

Inoltre “la comunicazione dovrà riguardare gli interessati i cui dati personali erano presenti non solo nelle domande che sono risultate oggetto di visualizzazione (68 domande), modifica (17 domande), cancellazione (81 domande) o invio all’Inps (62 domande), ma anche nell’elenco delle 773 domande mostrato nella sezione ‘Consultazione domande’ della procedura bonus Baby Sitting”.


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