Roma – I mezzi più idonei nella mobilità della Fase 2 post Coronavirus sono “le moto e gli scooter”. Lo scrivono in una lettera inviata al premier Conte il presidente della Federazione motociclistica italiana Giovanni Copioli e quello dell’Associazione nazionale costruttori motocicli e accessori Paolo Magri.
Secondo i massimi esponenti nazionali del mondo a due ruote, le moto (sia a benzina che elettriche) “hanno un ruolo decisivo nel risolvere i problemi di traffico e certamente rispettano il fondamentale distanziamento sociale. In più sulle medie e lunghe distanze (tangenziali e strade a grande percorrenza) risultano decisamente più idonee” rispetto ad altri veicoli come le biciclette.
“Nel 2019 – scrivono Copioli e Magri – sono stati immatricolati in Italia 250mila tra motoveicoli e scooter, mentre gli utenti delle due ruote a motore sono attualmente circa 8 milioni di persone. Le aziende del comparto moto generano occupazione per un indotto di 90mila persone”. Ma “la prolungata chiusura obbligata delle aziende e degli esercizi commerciali ha provocato un fortissimo calo dei rispettivi fatturati. È dunque assolutamente importante individuare soluzioni per aiutare il settore a risollevarsi il più velocemente possibile” e l’incentivo ad acquistare e utilizzare moto è una di queste.
Copioli e Magri segnalano anche che “nei documenti ufficiali non riusciamo a trovare la chiarezza che auspichiamo riguardo l’uso delle motociclette, strumento a guida singola e distanziata per eccellenza. Siamo invece fermamente convinti che l’uso sportivo della motocicletta, in pista o in fuoristrada, abbia caratteristiche decisamente simili a quello della bicicletta o del cavallo”.
Per questo motivo la Fmi chiede di aprire gli allenamenti in pista a tutti gli appassionati, “che formano una base consolidata e indispensabile per le nostre attività”.
