Milano – Minacce e insulti social a Silvia Romano, la procura di Milano apre un’inchiesta.
Attorno alla liberazione di Silvia Romano, la giovane cooperante rapita in Kenya a novembre 2018 e rilasciata in Somalia nella notte tra l’8 e il 9 maggio, sono nate molte polemiche.
Le notizie di un possibile riscatto pagato e della sua conversione all’Islam sono state accompagnate da minacce e insulti social.
Per questo la procura di Milano ha aperto un’inchiesta. Il responsabile dell’antiterrorismo milanese, Albero Nobili, ha aperto una indagine. L’ipotesi, contro ignoti, è di minacce aggravate.
La prefettura di Milano, città in cui Silvia Romano vive con la famiglia e dove ieri è rientrata, sta valutando misure di protezione per la cooperante e il palazzo del Casoretto in cui abita è già sorvegliato dalle forze dell’ordine.
Sul portone del condominio dove abita Silvia sono ancora visibili i cartelli con i messaggi di bentornato. Alzata la tapparella della finestra al secondo piano da cui la giovane ieri si è affacciata per ringraziare la folla di persone che aveva atteso il suo arrivo.
