Roma – Minori scomparsi. In Italia sono 44 mila.
Dal 1 gennaio 1974 al 30 aprile di quest’anno, le denunce per scomparsa di minore in tutto il paese sono state invece 130.774.
Sono i dati dell’ufficio del commissario straordinario delle persone scomparse resi noti in occasione della giornata internazionale dei bambini scomparsi il 25 maggio scorso.
“Su 130.774 bambini e ragazzi minorenni scomparsi dal 1 gennaio 1974 al 30 aprile 2020, sono 44.583 quelli ancora da rintracciare”, spiega una nota del ministero dell’interno.
Bambini
“Il focus sul trimestre febbraio-aprile 2020 – prosegue il dicastero di Luciana Lamorgese – comparato allo stesso periodo del 2019, mostra un trend in calo, soprattutto ad aprile 2020, con una drastica diminuzione, -83,25%, delle denunce”. Forse, in tal caso, l’emergenza Coronavirus e il fatto che tutta la gente fosse chiusa in casa potrebbero aver influito.
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Scendendo nel dettaglio, più di 44 mila sono gli italiani scomparsi tra il 1974 e il 2020 (24 mila femmine e 17 mila maschi). 88 mila sono invece stranieri, 64 mila maschi e 23 mila femmine.
La fascia di età con i numeri più alti è quella che va dai 15 ai 17 anni con 97 mila scomparsi, di cui 62 mila ritrovati e 34 mila ancora da ritrovare.
Roma – Silvana Riccio
Il commissario straordinario del governo per le persone scomparse, carica rivestita dal prefetto Silvana Riccio, è stato istituito nel 2007. Tra i suoi compiti quello di assicurare il coordinamento stabile e operativo tra le amministrazioni statali competenti, monitorare l’attività delle istituzioni e degli altri soggetti impegnati a fronteggiare sotto vari aspetti il fenomeno e favorire il confronto incrociato tra le informazioni a carattere nazionale sulle persone scomparse e sui cadaveri non identificati in possesso del sistema dati interforze e quelle a livello territoriale. Presenta inoltre una relazione semestrale sui i risultati della propria attività al presidente del Consiglio dei ministri. Infine, una presenza che affianca le famiglie delle persone scomparse.
Bambini
“La scomparsa di una persona – sta scritto nell’ultima relazione semestrale del commissario presentata alla fine dello scorso anno – è un evento di per sé difficile da inquadrare, la sua valutazione dipende da una serie di variabili complesse sia sotto l’aspetto oggettivo che soggettivo, sia motivazionale che istituzionale, per cui è necessario, per ogni singolo episodio, un approccio diverso, personalizzato e contestualizzato e nello stesso tempo un sempre più efficace coordinamento delle più diverse istituzioni coinvolte, soprattutto per affrontare meglio alcune fattispecie nuove o che si presentavano raramente fino a qualche tempo fa”.
“Vi è ad esempio – prosegue la relazione – la problematica, sempre più frequente, con la crescente diffusione di matrimoni misti, dei bambini figli di un genitore straniero che sono sottratti e portati all’estero, o la situazione dei minori stranieri non accompagnati che si allontanano dai centri di accoglienza andando spesso ad ingrossare le fila delle persone che vivono ai margini della società, sfruttati in attività legali o illegali, o le procedure per l’identificazione dei corpi senza nome, sia di cittadini italiani che di migranti”.
Daniele Camilli
– I dati sui minori scomparsi – L’ultima relazione del commissario sulle persone scomparse



