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“La moschea di Viterbo riaprirà il 29 maggio”

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Mohamed Kdib

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Roma - Luciana Lamorgese, Giuseppe Conte e Yassine Lafram

Roma – Luciana Lamorgese, Giuseppe Conte e Yassine Lafram

Viterbo - La comunità islamica della Tuscia

Viterbo – La comunità islamica della Tuscia

Viterbo - La comunità islamica della Tuscia - Il Corano

Viterbo – La comunità islamica della Tuscia – Il Corano

Viterbo – “Le moschee riapriranno solo dopo il 24 maggio”. Lo ha detto il presidente di Ucoii, l’unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, Yassine Lafram che, assieme agli altri rappresentanti delle comunità religiose presenti in Italia, ha firmato nei giorni scorsi il protocollo di riapertura dei luoghi di culto acattolici con il ministero dell’interno. Una riapertura prevista, anche per le confessioni acattoliche firmatarie, il 18 maggio.

“A Viterbo – spiega il presidente del centro islamico Mohammed Kdib – la moschea riaprirà il 29 maggio, per la preghiera del venerdì, seguendo dettagliatamente le normative previste dai decreti del governo”.

“Noi ripartiremo solo dopo il 24 maggio – sottolinea Lafram -. Per una questione di responsabilità, e con grande rammarico, ribadiamo la nostra volontà di rimanere chiusi per l’ultimo periodo di Ramadan e per Eid al-Fitr, la festa di chiusura del sacro mese del digiuno”. 

“Il protocollo governativo – aggiunge Ucoii – dedicato alle confessioni acattoliche servirà a gestire la riapertura dei nostri luoghi di preghiera, nel rispetto della sicurezza per arginare il contagio da Covid-19 attraverso misure a cui attenersi scrupolosamente: la distanza tra i fedeli, l’obbligo della mascherina, le sanificazioni dei luoghi prima e dopo le funzioni religiose, il controllo delle entrate ed uscite. 

La decisione della comunità islamica in Italia, a mantenere i luoghi di culto chiusi fino al 24 maggio, è stata ufficializzata dopo una lunga consultazione telematica con le associazioni islamiche aderenti all’Ucoii.

“Siamo convinti – prosegue Lafram – che i nostri luoghi non siano ancora sufficientemente tutelati e siano troppo esposti per una riapertura nel momento in cui siamo chiamati a gestire anche un grande flusso di devoti che normalmente riempiono le sale di preghiera durante il Ramadan e la festa di chiusura del mese sacro.

“Invitiamo quindi le comunità islamiche aderenti alla nostra unione – conclude Yassine Lafram – a mantenere chiuse le moschee e le sale di preghiera fino a dopo il 24 maggio, a non celebrare la preghiera collettiva di Eid al-Fitr, a sensibilizzare e preparare i propri credenti alla fase successiva che riguarderà le riaperture in tutta sicurezza e a mantenere salda la fede e la fiducia, con la speranza di poterci presto ritrovare e riabbracciare come una comunità unita”.

Daniele Camilli


– Il protocollo per la riapertura delle moschee


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