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La rivoluzione di velluto dello smart working, dai ministeri ai comuni

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La ministra Fabiana Dadone

La ministra Fabiana Dadone

Viterbo - Palazzo dei Priori

Viterbo – Palazzo dei Priori

La sede della Regione Lazio

La sede della Regione Lazio

Viterbo - Palazzo Gentili, sede della provincia

Viterbo – Palazzo Gentili, sede della provincia

Viterbo – Zitta zitta, e mentre tutti si stanno concentrando su come gestire la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, a partire proprio dal Covid la ministra della pubblica amministrazione Fabiana Dadone sta facendo una vera e propria rivoluzione di velluto. Quella dello smart working.

“La rivoluzione digitale – ha spiegato infatti Dadone – non potrà mai realizzarsi appieno nella Pa se non coinvolgerà tutte le amministrazioni, dal ministero più grande al più piccolo dei comuni. L’ho sempre detto: non esistono soltanto gli enti centrali, dobbiamo piuttosto concentrarci sulle tante realtà locali che oggi sono tagliate fuori dal digital divide o comunque dalla indisponibilità di soluzioni tecnologiche adeguate”.

L’obiettivo? Far lavorare da casa quanti più dipendenti pubblici possibile. Da qui in avanti. E ben oltre l’emergenza sanitaria. Una trasformazione radicale dell’amministrazione pubblica e dei rapporti di lavoro che la caratterizzano. Anche sindacali. Perché se la linea della ministra dovesse passare, come molto probabilmente accadrà, la forza contrattuale delle organizzazioni dei lavoratori cambierà profondamente. Un conto è mobilitare i lavoratori sul posto di lavoro, face to face. Un conto è stanarli uno ad uno dalle proprie abitazioni. 

Il primo passo per muovere verso lo smart working diffuso e permanente è il tavolo di lavoro messo in campo dal ministero della pubblica amministrazione con Assinter, un’associazione che rappresenta tutte le Società Ict in house providing operanti nelle regioni e nelle province autonome, insieme a realtà Ict in house a livello centrale, di città metropolitane e locale. Un network che conta 20 realtà aziendali che coprono la penisola da nord a sud.

“Assinter Italia – ha detto il presidente dell’associazione Francesco Ferri dopo essersi confrontato con Dadone in videocall nei giorni scorsi – ha risposto alla richiesta del ministro della pubblica amministrazione per offrire un quadro sintetico dei servizi di smart working messi a disposizione della Pa dai soci della nostra rete, rilasciando un primo kit di servizi immediatamente attivabili“.

I servizi offerti da Assinter abilitano difatti lo smart working a 360°. Dai servizi volti alla remotizzazione delle postazioni di lavoro a quelli per mettere in sicurezza i dati sensibili.

Oltre l’80% delle società in house che fanno parte dell’associazione presieduta da Ferri eroga servizi di videoconferenza, “utili anche – prosegue Assinter – per permettere lo svolgimento dei processi decisionali dei consigli e delle giunte”. Ciò significa che prima o poi si andrà a parare anche lì. Con comuni, province e regioni che per deliberare o legiferare non avranno più bisogno della sala regia, di palazzo Gentili o della Pisana. Basterà collegarsi comodamente dal proprio scranno di casa, decidendo la sorte di tutti con provvedimenti e leggi. Rinunciando soltanto alla buvette.

Durante l’emergenza Coronavirus le aziende che fanno parte di Assinter hanno garantito modalità di lavoro agile per più di 60 mila dipendenti pubblici, così come a più di 7 mila lavoratori delle società in house. “Non solo, ma la rete – aggiunge Ferri – è pronta a coinvolgere da subito ulteriori 60 mila lavoratori pubblici”.

“Ho avviato una importante interlocuzione con Assinter – evidenzia la ministra Dadone – per avviare il lavoro di definizione delle linee di supporto e degli strumenti digitali che queste società possono mettere a disposizione anche dei comuni più piccoli. Parliamo di innovazioni per lo smart working e servizi di virtual private network (Vpn) oppure di piattaforme per le videoconferenze, servizi per streaming, sharepoint o posta elettronica. E ancora canali di assistenza digitale, cloud storage, fonia voIp e tante altre soluzioni per la digitalizzazione organizzativa e dei servizi”.

Dadone ha poi sottolineato come “questi strumenti si vanno ad aggiungere alle altre risorse già messe a disposizione delle pubbliche amministrazioni. Con il progetto chiamato ‘solidarietà digitale’ il governo ha già definito un meccanismo di supporto alle amministrazioni da parte delle grandi imprese private del settore tlc. Con il progetto ‘Toolkit per il lavoro agile’, finanziato dal Pon governance, viene inoltre resa disponibile una vera e propria cassetta degli attrezzi e di strumenti operativi necessari ad avviare e sviluppare lo smart working nelle pubbliche amministrazioni”.

Daniele Camilli


I servizi di smart working di Assinter


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