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Landolfi all’avventore di un pub: “Saluta Sestina, tanto non la vedi più…”

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Andrea Landolfi

Imputato di omicidio – Andrea Landolfi

Serena Gasperini

Serena Gasperini – Difensore col collega Daniele Fabrizi

Tribunale di Viterbo - Mirella Iezzi

Nonna Mirella Iezzi  – Indagata e parte civile

Caterina Acciardi e Vincenzo Luccisano

La mamma di Sestina col legale Vincenzo Luccisano

Maria Sestina Arcuri

La vittima – Maria Sestina Arcuri

Giallo di Ronciglione - Il terzo sopralluogo dei Ris - A destra, il pm Franco Pacifici

Il pm Franco Pacifici

Ronciglione - Il pub Il Castello - Il tavolo dove Maria Sestina Arcuri e Andrea Landolfi hanno trascorso l'ultima serata

Il pub – Il tavolo dove Andrea e Sestina hanno trascorso la serata

Giallo di Ronciglione - Le prime immagini della scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

La scala da cui Maria Sestina Arcuri è precipitata

Ronciglione – Contro Andrea Landolfi Cudia imputato dell’omicidio della fidanzata, l’avventore del pub cui il pugile avrebbe detto: “Saluta Sestina, tanto non la vedi più”.

Il supertestimone sarà sentito oggi. Alla presenza di una psicologa. Si tratta del 32enne con un deficit di comprensione che avrebbe assistito alla lite al pub cui il 31enne romano avrebbe detto “Salutala, questa è l’ultima volta che vedi Sestina”. 

Citato dal pubblico ministero Franco Pacifici tra i primi testi dell’accusa del processo per omicidio contro Andrea Landolfi, è stato giudicato capace di intendere e di volere (e le sue dichiarazioni di conseguenza attendibili) dalla consulente tecnica della procura Miria Brinchi. Anche lei sarà presente in aula davanti alla corte d’assise, alla ripresa del processo per la morte di Maria Sestina Arcuri, precipitata dalle scale la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 e morta due giorni dopo due giorni di agoni all’ospedale di Belcolle. I familiari, parte civile con l’avvocato Vincenzo Luccisano, decisero con grande generosità di donare gli organi della ragazza. 

Oggi inoltre faranno il loro debutto davanti alla giuria popolare anche i nuovi difensori di Landolfi, che a fine marzo ha nominato gli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, coppia nel lavoro e nella vita.


Landolfi: “Al pub una lite per gelosia, perché ero andato dalla cameriera”

In merito alla lite al pub, Landolfi, intervistato da Tusciaweb lo scorso dicembre mentre era già nel carcere di Regina Coeli, tramite l’ex difensore Giacomo Marini, ha fornito la seguente versione:”Ricordo tutto. Ricordo la sua gelosia. Quella sera Sestina si era arrabbiata perché ero andato dalla cameriera per chiedere altri due bicchieri di vino rosso. Si è arrabbiata. Fino a quando abbiamo fatto pace, sulle scale di casa. Sestina mi ha dato una spinta senza volerlo ed è successo tutto. Era una cosa scherzosa a seguito di una battuta”. E ancora: “Lei era gelosa, ma non eravamo litigiosi. Capitava qualche volta di discutere, ma raramente. Erano liti passeggere, di quelle tra innamorati. Facevamo subito pace”. (Andrea Landolfi dal carcere: “Non ho ucciso Sestina, sono un uomo generoso e non sono un assassino”).


In aula due testimoni chiave delle ultime ore in vita di Sestina

Oltre al 31enne, la procura di Viterbo ha citato altri due testimoni considerati chiave per ricostruire le ultime ore in vita della vittima: uno per il ristorante-pizzeria “Il Divino” dove la coppia ha cenato col figlioletto di lui la sera di domenica 3 febbraio e il secondo per il pub “Il Castello”, dove hanno trascorso il resto della serata prima che la parrucchiera 26enne originaria di Nocara (Cosenza), una volta rientrati a casa della nonna che li ospitava per il weekend, verso le due di notte, precipitasse dalle scale. 

Tranquilla la cena nel locale vicino Porta Romana, gli animi si sarebbero scaldati al pub di via Borgo di Sotto. Erano circa le 23 quando, in base ai filmati delle telecamere, Andrea, Sestina e il figlioletto di lui sono giunti al Castello, ordinando un bicchiere di vino a testa e mettendosi a litigare, seduti a un tavolo all’angolo. Un testimone ha raccontato agli inquirenti che Sestina sarebbe stata alla ricerca di una camera d’albergo in cui passare da sola la nottata. Ma alla fine sono usciti tutti insieme e lei è salita sulla Mini di Andrea.


Slitta l’interrogatorio della nonna, indagata e parte civile contro il nipote

Landolfi è a processo davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone non solo per omicidio volontario e omissione di soccorso, ma anche per lesioni aggravate nei confronti della nonna 81enne Mirella Iezzi cui il nipote, appassionato di boxe, avrebbe sferrato un pugno mentre tentava di soccorrere la ragazza dopo la caduta, riportando la frattura della sesta, settima e ottava costola con una prognosi di 40 giorni.

Tra i testimoni citati per oggi dall’accusa non c’è Mirella Iezzi, parte civile contro il nipote e a sua volta indagata per omissione di soccorso, (anche nei confronti del pronipote di 5 anni) e false dichiarazioni al pm cui ha raccontato che Andrea e Sestina sono caduti insieme dalle scale. Per ora l’anziana, difesa dall’avvocato Gianluca Fontana, non avrebbe ancora ricevuto l’avviso di fine indagini. Potrebbe invece essere interrogata in una delle due successive udienze, già fissate per il 25 e 29 giugno. 

Silvana Cortignani


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