Viterbo – Mascherine, status symbol e business. Al punto che il governo c’ha messo mano, dettando un maximum. Come i giacobini, durante la rivoluzione francese, per il pane.
Sessantuno centesimi, Iva inclusa. Prezzo imposto alle farmacie. Mascherine di stato. E indietro non si torna, come ha ribadito il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri durante una conferenza stampa della protezione civile qualche giorno fa.
Viterbo – La farmacia Galiano
Il commissario ha dovuto tuttavia precisare, sollecitato dalle organizzazioni dei farmacisti, che la responsabilità dell’emergenza mascherine non debba essere in alcun modo attribuita ai farmacisti. Perché sono stanchi di essere additati, a volte, come tali. “Illazioni” che le organizzazioni dei farmacisti considerano “intollerabili”.
Viterbo – Alessandro Palmucci
“Stiamo svolgendo un servizio – dice infatti Alessandro Palmucci, titolare della Farmacia Galiano a piazza fontana grande a Viterbo -. Sulle mascherine non si può lucrare”.
Le mascherine a Viterbo arrivano. Vengono messe in bella vista e acquistate.
Detto ciò, “le scatole che sono arrivate sono poche. Ma la richiesta è tanta, e vanno via subito. Servirebbero di più, le mascherine finiscono subito”.
Viterbo – La farmacia Galiano
La scorsa settimana il governo, secondo Arcuri, aveva distribuito 36,2 milioni di mascherine. Circa 210 milioni dall’inizio dell’emergenza. Nei magazzini delle regioni, sempre secondo Arcuri, ce ne sarebbero poi altre 55 milioni.
“E’ arrivata una prima fornitura di mascherine con il prezzo imposto dal governo a 61 centesimi – spiega Palmucci -. E’ un prezzo fisso a tutti gli effetti. Abbiamo avuto solo l’opportunità di poterle sconfezionare, cioè venderle sfuse. Altrimenti avremmo dovuto vendere pacchi da 50″.
Viterbo – La farmacia Galiano
In farmacia a piazza fontana la gente va e viene. Entrano due per volta. Alcuni anche per chiedere un consiglio e la medicina, quelle che si possono prendere senza ricetta, da portare via. La farmacia non è solo un luogo di vendita, ma anche di scambio. Magari solo per placare un’ansia, dopo che si sono sentiti confidare tutte quelle degli altri.
“Noi stiamo svolgendo un servizio – ribadisce Palmucci -. L’importante è che ci sia una distribuzione adeguata. Le scatole che sono arrivate sono poche. Ma la richiesta è tanta, e vanno via subito. Servirebbero di più”.
Viterbo – La farmacia Galiano
“Le Ffp2 e Ffp3 – aggiunge – hanno un prezzo elevato. Noi non le abbiamo quasi mai trattate. Se tutti usassero la chirurgica la protezione andrebbe bene. Le indossiamo anche noi e le mie colleghe”.
Viterbo – La farmacia Galiano
Un’attività, la farmacia, rimasta sempre aperta. Una categoria che in questi ultimi due mesi ha lavorato in mezzo al deserto, respirando solo paura e contando anch’essa i suoi morti.
“Anche noi abbiamo avuto i nostri morti”, racconta Palmucci. Ed essere additati proprio non va giù. “Da parte nostra, c’è stato anche un servizio di consegna farmaci per le persone che non potevano spostarsi. Un servizio gratuito. Abbiamo anche potuto stampare le ricette evitando di mandare il paziente dal medico. Una collaborazione medico, farmacista e paziente che tornerà utile pure in futuro. Quando usciremo dall’emergenza”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La farmacia in piazza fontana – Video: “Stiamo svolgendo un servizio”





