Viterbo – Mesi tremendi. Un grosso trauma. Ma la voglia di ripartire, e vedere cosa succede, è tanta. Quanto meno per ricominciare a respirare. Coronavirus Fase 2, il 18 maggio riaprono un po’ tutti.
E quasi tutti in questi giorni stanno sanificando negozi e locali. Igienizzano. Per prepararsi a quello che arriverà. Forse il peggio.
Viterbo – Roberto Pecci
“Questi due mesi sono stati tremendi”, racconta Roberto Pecci che fa il consulente di bellezza e l’interprete di moda in via del Giglio. “Senza lavoro – prosegue -. Per me è stato un trauma grosso. Le perdite sono state incalcolabili. Tre mesi senza lavorare. Quindi sono ben felice di ricominciare alla grande e più forte di prima”.
Viterbo – Lo studio di Roberto Pecci
La zona è quella di via Mazzini. Un tempo strada, storica, degli artigiani dove s’affacciano la chiesa di Santa Maria del poggio in piazza della crocetta, con la fontana di fronte, e quella di San Giovanni in zoccoli. A chiudere la via, piazza Dante a sud, con l’edificio del liceo scientifico e il palazzo di Intesa San Paolo, e la casa di Santa Rosa a nord.
Da qui, la sera del primo settembre, parte la minimacchina di Santa Rosa. I giovani facchini del centro storico.
Una via fatta anche di laboratori e piccole realtà aziendali. Società tirate su da amici. Una libreria, un negozio per animali, alimentari, tabaccheria, bar, servizi di grafica e informatica. Durante la Fase 1 è stata un punto di riferimento. Da queste parti si poteva infatti trovare di tutto e servizi, quando tutto era chiuso, di fondamentale importanza. Decisivi per tornare a casa soddisfatti e con qualcosa in mano.
Viterbo – Lo studio di Roberto Pecci
Una via che tuttavia si è svuotata delle classiche presenze dovute a studenti, genitori e pubblico impiego, rivelando vita e dinamiche di quartiere nuove oppure rimaste nell’ombra in tutti questi anni. Lungo via Mazzini qualcosa del passato è rimasto. Clienti legati ad alcune attività presenti in zona da sempre. Abitanti lontani prima dalla strada forse per il traffico e che invece adesso si affacciano e fanno vivi.
Viterbo – Lo studio di Roberto Pecci
Però le novità stanno tutte in quel meeting pot di energie e culture che sono diventate le strade tra via Mazzini e Corso Italia. Come via del suffragio, via fontanella, via di mezzo. Un mondo nuovo che, in assenza degli altri, ha iniziato a riempire gli spazi rimasti vuoti con presenza e lavoro.
Viterbo – Via Mazzini
“Sto a sanificare e igienizzare lo studio per ripartire lunedì – continua Roberto Pecci -. Speriamo che vada bene perché è stata veramente tosta ‘sta volta”.
L’abbigliamento. Mascherina, copriviso, guanti, kimono in tnt. E un’attività tutta da reinventare. Perché i guadagni saranno scarsi.
“Posso fare entrare una cliente alla volta – spiega Pecci -. Avrò più tempo da dedicare a lei, ma meno persone a studio”.
Viterbo – Cristina Castillo
“Coccolare i clienti” diventa allora la parola d’ordine. “Ho un sanificatore di acqua – racconta Pecci – con cui riempio una brocca per lavare i capelli come si faceva una volta”.
Poi terapie di vario tipo. E in prospettiva 12 ore di lavoro al giorno per tutta la settimana. Sperando in qualche modo di pareggiare i conti.
Viterbo – Cristina Castillo
L’investimento su cui Roberto Pecci punta tutto per ripartire è la bellezza. “In questo momento – dice – la bellezza oltre che un fattore estetico è soprattutto un fattore interiore perché la mente in questi tre mesi ci ha accompagnato in pensieri un po’ strani. E tutti hanno bisogno di guardarsi allo specchio con occhi diversi. Con una bellezza più interiore e meno estetica. Io accompagnerò le miei clienti in questo viaggio”.
Viterbo – Piazza della crocetta
Appena usciti da via del Giglio c’è Cristina Castillo davanti al Compro oro. “Non c’è nessuno – ripete Castillo -. Sono venuta per dare una pulita. E’ meglio tornarsene a casa. In giro non c’è nessuno”.
Viterbo – Graziella Billi
“Una desolazione” anche per Graziella Billi che 18 anni gestisce, poco più avanti, un laboratorio di maglieria artigianale in piazza della crocetta.
Viterbo – Il laboratorio di Graziella Billi
“Ho qualche cosa di ordinato, perché ho i miei clienti – dice Graziella Billi -. Ma è una desolazione”.
Viterbo – Il laboratorio di Graziella Billi
Attorno a lei un laboratorio con macchine da cucire da pubblicità anni ’80. Quelle che sembrava che i maglioni di lana li potessero fare tutti. Anche se poi non era vero. Pezzi di storia che hanno accompagnato l’infanzia di molti.
Viterbo – Il laboratorio di Graziella Billi
“Ho perso tanto lavoro per Pasqua – conclude Graziella Billi -. In questi due mesi però me la sono cavata perché pago pochissimo di canone di locazione. Mi sono arrivati i 600 euro con cui ho pagato affitto, luce e acqua. Poi non ho tante spese personali. Il mio è un piccolo laboratorio. Non ho operai. E questo per me è stata una cosa importante”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Graziella Belli, Cristina Castillo e Roberto Pecci – Video: “Felici di ripartire”











