- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Lockdown, multe a 16 attività commerciali e 5 ambulanti… ma i viterbesi sono stati bravi”

Condividi la notizia:

Viterbo – Lockdown, multe a 16 attività commerciali e 5 ambulanti. Il comandante della polizia locale di Viterbo, Mauro Vinciotti, traccia un bilancio dell’attività dei suoi agenti nelle varie fasi del contenimento del contagio del Coronavirus.

Bilancio che definisce “molto positivo” come confermano le poche sanzioni elevate in città e che rimarca “una grande attenzione da parte dei viterbesi, sia titolari di attività commerciali, sia clienti e, dunque, semplici cittadini”.

Mauro Vinciotti

Quante attività commerciali avete multato in questo periodo, in riferimento ai divieti dei vari Dpcm sul Coronavirus?
“Abbiamo elevato sanzioni a 16 attività commerciali – spiega il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti -. Nella quasi totalità dei casi si è trattato di mancato uso di mascherine e guanti da parte degli esercenti, in particolare quelli che avevano a che fare con generi alimentari. Per il resto, ovvero soli in 3 casi, le multe erano nei confronti di chi aveva aperto il proprio negozio pur non avendone ancora le autorizzazioni. A questi vanno aggiunti però anche alcuni ambulanti. Cinque sono stati sorpresi ad esercitare la propria attività anche quando era vietato. Pure loro sono stati multati e invitati a sospenderla”.

Come si sono comportati i viterbesi durante il lockdown?
“Nel complesso cittadini e commercianti si sono comportati bene durante il lockdown. Ho notato davvero una grande attenzione e un senso di responsabilità massimo. E’ andata bene anche la gestione della ztl aperta durante la Fase 1. Del resto, è chiaro, il traffico non c’era perché si doveva stare a casa, ma la misura si è rivelata molto utile per chi vive nel centro storico o per chi doveva garantire l’apertura di un’attività essenziale. Poter circolare senza limiti di orari velocizzava spostamenti e approvvigionamenti”.

Poi è arrivata la Fase 2 e la tensione si è un po’ allentata…
“Sì si è allentata, ma sempre nei limiti consentiti. Ho personalmente fatto il giro delle attività commerciali del centro per verificare l’uso dei dpi e delle distanze e devo dire che ho trovato una situazione gestita in maniera eccellente. Tutti hanno posizionato le segnaletiche e installato divisori di plexiglass dove possibile. Tutti usano guanti e mascherine con molta attenzione. E quando mi vedevano arrivare erano loro i primi a chiedermi di verificare se avevano tutto a posto e se andavano bene distanze di sicurezza e postazioni”.

A proposito di distanze, forse chi deve fare più attenzione di altri sono ristoratori e baristi. Come sta andando la ripresa di questo tipo di attività?
“Anche in questo settore devo dire che tutti si sono adoperati al meglio che potevano. Hanno separato le postazioni, posizionato gel disinfettanti e rispettato le distanze di sicurezza. I tavoli sono molto distanziati tra loro, anche quelli che si trovano all’aperto e sul suolo pubblico. C’è veramente grande responsabilità da parte degli esercenti. La loro paura però è che siano i clienti a non essere altrettanto attenti. La maggior parte lo è, però mi hanno confessato che, a volte, soprattutto se si tratta di ragazzi giovani c’è un po’ di difficoltà nel far capire quanto sia importante mantenere un comportamento adeguato”.

Mauro Vinciotti

Cosa consiglia, dunque, ai viterbesi? Come va affrontata l’emergenza Coronavirus ancora in atto?
“Non dobbiamo mai abbassare la guardia. Tutte le istituzioni, di ogni ordine e grado, gli esperti e le forze dell’ordine lo ripetono in continuazione e lo faccio anch’io. Non ci dobbiamo e non ci possiamo sentire troppo sicuri. Abbiamo superato una fase molto difficile e lo abbiamo fatto bene, ma ora bisogna continuare. Vorrei lanciare un appello per sensibilizzare in particolare i giovani e le loro famiglie: proteggersi non è mai esagerato, anzi. Le regole da seguire sono poche e semplici, ma facciamolo con coscienza. Usiamo la mascherina il più possibile, anche all’aperto se ci rendiamo conto che non c’è abbastanza distanza con gli altri. E’ un gesto di buona educazione. Diventerà il galateo dei nostri tempi: alzare la mascherina sul viso quando si incontra qualcuno. Deve venirci spontaneo perché lo facciamo per proteggere noi stessi e la persona con la quale stiamo parlando”.

L’impegno per la polizia locale, come per tutte le altre forze dell’ordine, non è stato da poco. Vigilare anche per le norme anticontagio ha aumentato il carico di lavoro. Com’è andata?
“Tutto il mio personale è stato a dir poco eccezionale. Si sono fatti in quattro e io non ho mai avuto problemi ad organizzare i turni. Certo la carenza c’è. Poi, proprio a causa del Coronavirus, anche i concorsi di assunzione che erano partiti si sono per ora bloccati, quindi andranno più per le lunghe del previsto. Quando si potrà procederemo, ma intanto voglio dire pubblicamente grazie a tutti i miei agenti che lavorano con professionalità e grande senso del dovere”.

Di comportamenti un po’ strani e assurdi durante il lockdown ce ne sono stati molti in giro per l’Italia… A Viterbo gliene viene in mente qualcuno?
“Di sicuro il più ‘particolare’ è stato quel cittadino multato per aver fatto il bagno alla sorgente sulfurea delle Piscine Carletti. In un momento del genere bisogna essere seri, precisi e corretti e i comportamenti sbagliati vanno stigmatizzati, ma questo, lo ammetto, ci ha fatto scappare una risata… La multa però se l’è beccata lo stesso!”.

Francesca Buzzi

 


Condividi la notizia: