Ronciglione – Omicidio Arcuri, saranno sentiti il 14 maggio i primi testimoni contro Andrea Landolfi. Revocata la quarta udienza consecutiva causa Coronavirus, non si dovrà aspettare il 25 giugno per la ripresa del processo. Spunta, a sorpresa, una data non prevista dal calendario originale.
Stavolta il colpo di scena porta la firma della corte d’assise tribunale di Viterbo. Il presidente Gaetano Mautone, revocando su richiesta di differimento causa pandemia da parte della difesa anche l’udienza prevista per l’11 maggio – la quarta calendarizzata dopo l’ammissione prove del 10 febbraio – ha rinviato a sorpresa non al 25 giugno come da programma, bensì alla prima data utile dopo il via alla Fase 2, con la ripartenza dei tribunali dal 12 maggio.
Entrerà dunque nel vivo giovedì 14 maggio, alle ore 10, il processo al pugile e operatore sociosanitario 31enne romano accusato di avere scaraventato per le scale della casa della nonna, a Ronciglione, la fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. Troppo lontana l’udienza del 25 giugno. E’ stato deciso di fissarne una ulteriore, per sentire entro la primavera almeno i primi sei testimoni del pubblico ministero Franco Pacifici.
Il giovane, detenuto a Regina Coeli dal 25 settembre e difeso da fine marzo dagli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, è accusato anche di omissione di soccorso e lesioni aggravate alla nonna Mirella Iezzi, parte civile con l’avvocato Gianluca Fontana, così come i genitori e i due fratelli della vittima, assistiti invece dall’avvocato Vincenzo Luccisano.
Dibattimenti penali, ecco cosa prevede la Fase 2
Non potranno essere presenti in aula le mamme della vittima e dell’imputato, Caterina Acciardi e Roberta Landolfi, mentre è previsto che sia presente Andrea Landolfi Cudia il quale, a meno che non decida espressamente di rinunciare, sarà scortato in tribunale dalla penitenziaria del carcere romano di Regina Coeli.
Dal 12 maggio al 30 luglio saranno celebrati in aula solo i processi che richiedono la partecipazione di soggetti diversi dal pm, dalle parti private e dai rispettivi difensori, dagli ausiliari del giudice, da ufficiali o agenti di pg, da interpreti, consulenti o periti.
E’ però previsto che le udienze vengano svolte a porte chiuse e che tra i giudici, il cancelliere e il trascrittore sia garantito uno spazio interpersonale di circa due metri. Analogo distanziamento dovrà essere garantito tra i giudici togati e popolari nei procedimenti che si svolgono davanti alla corte d’assise.
Le parti processuali saranno posizionate in modo da mantenere la distanza di circa due metri l’una dall’altra e, con il consenso delle parti, in banchi diversi. Eventuali praticanti o assistenti di studio dei difensori (la cui presenza è comunque necessario venga ridotta al massimo) saranno seduti nello spazio riservato al pubblico in modo che tra ciascuno di essi rimangano due postazioni libere lateralmente ed una fila libera davanti e dietro.
Tutti i presenti (giudici, avvocati, parti, ecc.) interverranno in udienza con mascherine di protezione e guanti, forniti al personale amministrativo e ai magistrati dall’amministrazione quale loro datore di lavoro.
Nel caso di imputati sottoposti a custodia cautelare in carcere, e fatte salve situazioni particolari che verranno valutate di volta in volta su istanza della difesa, gli stessi verranno fatti accomodare nello spazio riservato blindato, con facoltà per i difensori di conferire con il loro assistito recandosi nello spazio deputato, ogni volta che lo ritengano opportuno e senza che ciò intralci l’istruttoria dibattimentale. La polizia penitenziaria o la pg che ha accompagnato l’imputato assicurerà le condizioni di sicurezza nel rispetto del regolamento del corpo, assicurando al massimo il distanziamento sociale.
Ove sia assolutamente necessario assumere testimonianze, i testimoni verranno fatti attendere nello spazio antistante l’aula e all’esterno della stessa, curando il personale preposto che non vi siano contatti tra gli stessi e tra le parti o i loro ct e i testimoni ex art. 149 disp. att. C.p.p.
Una volta terminata l’udienza, il personale addetto effettuerà una approfondita pulizia dell’ aula e delle camere di consiglio, con l’uso di prodotti disinfettanti, privilegiando in modo prticolare i banchi, i microfoni, l’area del detenuto. Prima e dopo l’udienza, ove le condizioni metereologiche lo consentano, dovrà essere assicurato dal personale addetto idonea areazione delle aule e delle camere di consiglio.
Silvana Cortignani


