Viterbo – Lutto nel mondo della medicina, muore neurologo che lavorava a Viterbo.
Si tratta di Antonio Costantini, neurologo di 68 anni con origini pugliesi ma in servizio a Viterbo. Ha lavorato a Villa Immacolata e collaborato con il Giovanni Paolo I.
“Il Giovanni Paolo I – è il messaggio del centro polispecialistico viterbese – si stringe intorno a tutti i familiari per la perdita del caro amico Antonio. Una perdita affettiva grande, e ancor più grande quella scientifica: grazie al suo protocollo migliaia di persone in tutto il mondo hanno sconfitto il Parkinson potendo tornare a una vita normale. Caro Antonio, non verrai mai dimenticato”.
Costantini è morto dopo un ictus e dopo aver contratto il Covid-19. L’agenzia di stampa Ansa scrive: “Sale a 20 il numero delle vittime del Coronavirus tra gli ospiti della Rsa di Soleto ‘La Fontanella’. L’ultima persona deceduta è un 68enne di Soleto, che era stato trasferito nel reparto di rianimazione del Dea di Lecce. La scomparsa ha destato grande cordoglio nel paese salentino, dove l’uomo era molto conosciuto per la sua professione: era uno stimato neurologo in servizio a Viterbo quando, colpito da un ictus, era rientrato in Salento ed era stato portato nella Rsa dove veniva assistito dalla sorella, anch’essa risultata positiva al Coronavirus. Sui decessi nella Rsa salentina, la procura di Lecce ha aperto un’inchiesta nella quale ci sono tre indagati”.
Il neurologo era conosciuto a Soleto e nel Viterbese, ma non solo. La sua è una perdita per il mondo della medicina, in generale.
A dargli notorietà nazionale e internazionale fu, in particolare, una cura al morbo di Parkinson, ideata da Costantini stesso, che prevedeva un uso massiccio di vitamina B1.
Il sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, sulla sua pagina Facebook, ha espresso cordoglio: “Brutta notizia per la nostra comunità, è venuto a mancare il dottor Antonio Costantini, medico, uomo di scienza e professionista stimato, innamorato del suo lavoro e della nostra Soleto. Lo avevo chiamato tempo fa per complimentarmi delle sue grandi scoperte, pur non conoscendolo personalmente, ho trovato una persona eccezionale di una umiltà unica come solo i grandi sanno essere. La terra ti sia lieve dottor Antonio, come mi avevi autorizzato a chiamarti”.
