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“A Orte effettuati 390 test sierologici con 13 positivi”

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Orte - I rapid test al laboratorio Avis

Orte – I rapid test al laboratorio Avis

Orte – Sono “circa 390” le persone che hanno partecipato alla campagna di test sierologici promossa dal comune di Orte alla sezione Avis di Orte Scalo. I casi positivi censiti sono “13”. I numeri arrivano da Gianfranco Gentili, direttore tecnico del laboratorio analisi Diana, il centro che ha eseguito lo screening in convenzione con l’amministrazione comunale.

“Sono stati eseguiti circa 340 test nel programma finanziato dal comune, più 50 di privati che hanno prenotato l’esame a pagamento – spiega Gentili -. Abbiamo contato 13 casi di persone che hanno sviluppato gli anticorpi per il Coronavirus”.

Quindi Gentili afferma che “il Covid-19 è circolato a Orte, più o meno come nel resto d’Italia, anche in maniera silente. Il test sierologico, infatti, serve a vedere se la persona ha avuto un contatto in passato col virus. Parlando coi medici di base, ho saputo che alcuni dei positivi non hanno mai avuto sintomi, mentre altri hanno avuto disturbi anche forti che erano stati confusi con l’influenza e invece, probabilmente, erano Covid. D’altronde, in certi casi, parliamo di persone che hanno accusato i sintomi molto tempo fa”.

Il responsabile del centro diagnostico interviene sulle polemiche che negli ultimi giorni si sono sviluppate intorno alla campagna di screening comunale. “Il primo equivoco che si è creato è stato confondere il test sierologico col tampone – dice Gentili –. Il tampone serve a vedere se nell’organismo in quel momento c’è il virus, il test sierologico verifica quello che è successo nel passato. Può succedere che le persone siano positive al test sierologico, ma negative al tampone perché ormai sono guarite. Ma potrebbe succedere anche il contrario: nei casi in cui il virus è stato contratto da poco e l’organismo non ha ancora fatto in tempo a creare gli anticorpi, si è negativi al test sierologico e positivi al tampone. La funzione del rapid test è epidemiologica”.

“Il tampone – continua Gentili – lo fa la Asl, non noi, dopo indicazione del medico di base. Da martedì la regione ha provveduto a stabilire una procedura precisa, in cui il nostro centro è inserito tra quelli autorizzati a effettuare test sierologici. L’unica differenza rispetto a quando abbiamo iniziato a fare i prelievi a Orte è che allora questo meccanismo non era ancora stato regolamentato in maniera esplicita. Da quello che so, tutti gli ortani che sono stati sottoposti a tampone dopo i nostri esami sono risultati negativi”.

Il secondo problema, secondo il direttore del laboratorio, è di natura squisitamente politica. “Mi dispiace – dice – che il centro sia stato coinvolto in una polemica tra gli schieramenti politici da cui noi, come professionisti, vorremmo rimanere fuori. Faccio questo lavoro da 40 anni e ho sentito parlare di scarsa attendibilità dei test che facevamo. Abbiamo usato gli stessi test che sono stati applicati a milioni in Cina, in Lombardia e in tutto il mondo, seguendo il protocollo che veniva adottato ovunque. Abbiamo lavorato con serietà e tempestività, ma purtroppo di questi tempi tutti s’improvvisano esperti in tutto”.

Alessandro Castellani


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