Viterbo – Palazzo di Priori non si spegne, ma in compenso si accende la polemica.
La protesta contro il governo da parte dei ristoratori dell’associazione M.i.o. travolge anche il comune.
Ieri sera la scelta di fare buio nelle case degli imprenditori, un po’ come il buio, in cui da Roma stanno lasciando la categoria, se non potranno riaprire fino a giugno e non alle condizioni prospettate.
Ieri l’iniziativa è stata anticipata, annunciando pure l’adesione pure di alcuni sindaci. A Viterbo, dalle 21,30 alle 21,40 al buio palazzo dei Priori.
Ma a diversi consiglieri la lampadina non si è accesa e hanno chiesto al sindaco Arena di fare un po’ di luce sull’argomento.
In particolare dall’opposizione, ma anche in maggioranza più di uno era all’oscuro.
Perché se nessuno mette in discussione la protesta, anche molto civile, dopo quella promossa da Paolo Bianchini di alzare le saracinesche e riconsegnare le chiavi ai sindaci. A non essere piaciuto che a essere utilizzato fosse il palazzo comunale. Palazzo di tutti. Pure degli esercenti di diverso parere.
“Non si possono utilizzare luoghi istituzionali – spiega Alvaro Ricci (Pd) – per una seppure legittima manifestazione di categoria Le istituzioni hanno altro ruolo, altra funzione che vanno distinte e rispettate”.
La discussione, seppure a distanza, ieri è continuata a lungo via chat, in quella dei capigruppo.
Qualcuno ha pure chiamato direttamente Arena.
Per il primo cittadino, alla fine ha risposto il presidente del consiglio Stefano Evangelista. E luce sia. A essere spento è stato il monumento ai Caduti.
Giuseppe Ferlicca
