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Pedofilo seriale tra piazza della Rocca e San Faustino, attendibili le sei piccole vittime

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Viterbo - Il presunto pedofilo seriale di San Faustino

Viterbo – Il presunto pedofilo seriale di San FaustinoViterbo – Il presunto pedofilo seriale di San Faustino

L'avvocatessa Marina Bernini

L’avvocatessa Marina Bernini

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il giudice Francesco Rigato

Il gip Francesco Rigato

Viterbo – (sil.co.) – Pedofilo seriale, chiuso l’incidente probatorio per cristallizzare la versione delle presunte vittime, sei minori tra i 10 e i 16 anni.

Ultimo atto l’audizione della psicologa Emanuela Canepari che ieri ha illustrato le sue conclusioni al gip Francesco Rigato, giudicando attendibili le sei minori che sarebbero state abusate da un operaio agricolo pakistano 30enne, arrestato una prima volta a giugno e poi nuovamente a ottobre con l’accusa di violenza sessuale aggravata.

“Sono innocente”, ribadisce oggi dal carcere di Mammagialla il giovane, difeso dagli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis, che ha sempre rigettato ogni accusa. “Nulla è cambiato, in base alla perizia della psicologa tutte le presunte vittime sono attendibili, quindi anche quelle che non lo hanno riconosciuto”, commenta l’avvocato Bernini.

Sentita la dottoressa Canepari, il giudice Rigato ha chiuso l’incidente probatorio rinviando gli atti al pubblico ministero Chiara Capezzuto, titolare dell’inchiesta, che adesso dovrà decidere se chiedere il giudizio immediato, come è probabile, affinché la verità venga a galla nel corso del dibattimento. In tal caso, essendo l’imputato in misura di custodia cautelare, il processo potrebbe essere fissato a breve. 

Dopo due mesi di carcere era stato rimesso in libertà a fine luglio, in quanto non tutte le vittime che avrebbe molestato tra fine aprile e maggio in centro, quattro bambine tra i 10 e i 13 anni, tra piazza della Rocca e piazza San Faustino, lo avevano riconosciuto in sede di incidente probatorio, dietro uno specchio undirezionale assieme ad altri soggetti, in tribunale.

Tutte e quattro le minori hanno confermato al giudice quanto già raccontato agli investigatori.  Chiamate tuttavia ad effettuare ricognizione di persona dell’indagato la 13enne ha dichiarato che tra i soggetti posti al di là dello specchio unidirezionale non figurava l’autore dei fatti, mentre l’11enne, pur riconoscendo l’indagato, ha tuttavia affermato di non essere sicura che si trattasse proprio di lui. A sua volta la bambina di 10 anni ha dichiarato di non essere in grado di riconoscere tra le persone collocate dalla parte opposta dello specchio unidirezionale l’autore, pur nutrendo qualche dubbio sul soggetto posto al centro, non corrispondente all’indagato. Infine la 12enne ha dichiarato di essere indecisa tra l’indagato e altro soggetto utilizzato per la ricognizione mediante specchio unidirezionale. 

Nel frattempo le indagini sono proseguite e si sono fatte avanti altre due ragazze, stavolta sedicenni, più una coetanea testimone. Dalle indagini della squadra mobile, sono emersi due nuovi casi: uno di novembre 2018 e un altro del 5 settembre scorso.

Da qui il secondo arresto del giovane, dopo il riconoscimento, stavolta “al cento per cento”, da parte delle presunte vittime e dell’amica di una delle due, durante l’incidente probatorio del 22 ottobre avvenuto in questura a mo’ di confronto all’americana.

Secondo la versione della presunta vittima del 5 settembre, il 29enne le avrebbe porto la mano e chiesto come si chiamasse. Lei avrebbe ricambiato il gesto e lui le avrebbe chiesto un bacio. A quel punto la ragazzina avrebbe ritirato in fretta la mano scappando insieme a un’amica, che compare nella vicenda nelle vesti di sola testimone. Un comportamento analogo il giovane avrebbe avuto due anni fa con l’altra sedicenne.


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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