Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Neanche l’enorme sforzo dell’emergenza sanitaria è servito a sbloccare il rinnovo di contratto per i lavoratori della sanità privata e delle Rsa.
Nel Lazio, i 24 mila dipendenti e professionisti del comparto sono stati e sono ancora in prima linea insieme ai colleghi del pubblico, hanno ricevuto applausi e ringraziamenti da tutti, ma su diritti, salario e tutele siamo al punto di partenza, cioè a 13 anni fa.
Non ci sono più parole per descrivere la vergogna, la nostra mobilitazione sarà durissima. Vogliamo riconoscimento e contratto subito.
Bisogna interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda, con una parte datoriale insensibile a ogni più basilare diritto morale oltre che professionale.
Invieremo ad Aris, Aiop e Unindustria Lazio diffide formali, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e straordinario di tutto il personale delle strutture. Ciò vuol dire che saranno svolte solo le attività ordinarie di cura e assistenza e che la Regione Lazio dovrà tenerne conto nella programmazione dei Lea.
Dopo due anni e mezzo di trattativa e il dietrofront degli imprenditori davanti ad un accordo fatto, con nel mezzo una pandemia planetaria che si è riversata sulle spalle degli operatori sanitari, non siamo più disposti ad attendere oltre.
I lavoratori di sanità privata e Rsa meritano una risposta immediata. Attiveremo tutte le iniziative necessarie nei territori e nei posti di lavoro. E se non dovesse bastare, siamo pronti allo sciopero nazionale del comparto.
Giancarlo Cenciarelli
Segretario generale Fp Cgil Roma Lazio
Roberto Chierchia
Segretario generale Cisl Fp Lazio
Sandro Bernardini
Segretario generaleUil Fpl Roma e Lazio
