Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – La comunità educante dell’istituto scolastico Suore Francescane di Civita Castellana fa suo l’appello dell’Usmi e del Cism rivolto al governo, affinché finalmente ponga attenzione al ruolo delle scuole paritarie nel nostro Paese.
Parliamo di ottomila scuole distribuite su tutto il territorio nazionale che quotidianamente garantiscono la continuità educativa a circa novecentomila studenti di ogni ordine e grado scolastico.
Nonostante questi numeri, ai quali vanno aggiunti i circa centotrentamila insegnanti che vi operano, e il ruolo di rilievo che essa riveste nella formazione di bambini e giovani, il governo continua a trattare la scuola pubblica paritaria come un oggetto estraneo di questo Paese, elargendo briciole, considerandola nei vari decreti meno delle biciclette e dei monopattini, meno degli ombrelloni. Noi siamo gli invisibili per questo governo.
Se non interverranno sostanziali novità a livello governativo, il 30% delle scuole paritarie sarà a rischio chiusura e 300mila saranno gli allievi che busseranno alla scuola statale che già oggi rischia il collasso; 2.4 miliardi di euro costerà in tasse questo disastro del non riconoscimento della co-essenzialità della scuola pubblica paritaria rispetto alla pubblica statale.
Non possiamo tacere. Insieme alle famiglie daremo vita a una serie di iniziative per fare “rumore” e tentare di riportare l’attenzione sulle nostre realtà che rischiano di venire distrutte da scelte incomprensibili.
Un “rumore educativo” ed educato, che parta dalle nostre scuole ma che coinvolga i genitori dei 900 mila allievi delle scuole paritarie, i 7 milioni di allievi delle scuole statali, i docenti, il personale della scuola italiana, gli amici, i cittadini facendo nostro l’appello del Presidente della Repubblica.
Un “rumore costruttivo”, che obblighi i nostri parlamentari, che saranno impegnati nella discussione degli emendamenti, a non lasciare indietro nessuno perché o l’Italia riparte dalla scuola, da questo grembo dove si entra bambini e si esce cittadini di uno Stato democratico, o non ripartirà.
O sarà disposta a fare i conti che c’è qualcosa che viene prima dei programmi, degli esami, del distanziamento sociale, che è quel di più della relazione educativa che può rendere adulto un ragazzo, o non ripartirà. La scuola deve tornare a far rumore, perché è l’impresa più grande di un Paese democratico, l’investimento migliore sul futuro, la grammatica più efficace di ogni integrazione culturale.
Faremo rumore per non restare invisibili.
Scuola paritaria Suore francescane di Civita Castellana
