Ronciglione – Maria Sestina Arcuri soccorsa quattro ore dopo la caduta, testimoniano operatori del 118 e sanitari di Belcolle.
Al via la due giorni di udienze no stop del processo per omicidio volontario e omissione di soccorso al fidanzato Andrea Landolfi. A ritmo serrato, come deciso la corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone, per recuperare il tempo perso dal 5 marzo al 12 maggio, quando sono saltate ben quattro udienze a causa dell’emergenza coronavirus. L’imputato è detenuto da otto mesi nel carcere capitolino di Regina Coeli.
Vittima la parrucchiera 26enne di Nocara, in provincia di Cosenza, precipitata la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 dalle scale della casa di Ronciglione della nonna del pugile 31enne romano, Mirella Iezzi, parte civile contro il nipote accusato di lesioni aggravate, assistita dall’avvocato Gianluca Fontana.
Oggi saranno sentiti altri sette testimoni dell’accusa. Sono gli operatori del 118 intervenuti in via Papirio Serangeli dopo la richiesta di soccorso da parte dell’imputato, giunta al numero dell’emergenza sanitaria alle 5,59 di lunedì mattina, circa quattro ore dopo la caduta.
Secondo il pubblico ministero Franco Pacifici, avrebbero trovato Sestina in gravissime condizioni e già stato di incoscienza. Oltre ai due infermieri e all’autista dell’ambulanza che ha trasferito la 26enne all’ospedale di Belcolle, dove sarebbe giunta circa un’ora dopo, saranno sentiti anche i medici del pronto soccorso che hanno prestato alla giovane le prime cure. Sestina è morta a Belcolle il 6 febbraio, dopo due giorni di agonia.
Le udienze, così come quella di giovedì scorso, 14 maggio, si terranno a porte chiuse, come previsto dal protocollo anticontagio.
Non saranno presenti i familiari della vittima. Come la nonna di Landolfi, si sono costituiti parte civile i genitori e i due fratelli di Sestina: il papà Nicola Natale Arcuri, 58 anni; la mamma Caterina Acciardi, 54 anni; figli Domenico e William, di 31 e 22 anni. “Vogliamo la verità”, tornano a dire i parenti della 26enne tramite l’avvocato Vincenzo Luccisano.
“Siamo soddisfatti della prima udienza dedicata all’ascolto dei testimoni del pm Pacifici, è andata esattamente come ci aspettavamo. I familiari vogliono soltanto la verità e se la verità che emergerà durante il processo, come sembra, sarà la stessa emersa dalle indagini dalla procura, quindi Andrea Landolfi risulterà colpevole di omicidio volontario, chiederemo che l’imputato venga condannato secondo giustizia”, dice il legale.
Il 31enne, dalla scorsa udienza, è difeso dagli avvocati Daniele Fabrizi e Serena Gasperini, i quali, sentiti i primi testi dell’accusa, hanno commentato: “Il quadro emerso, anche dalla visione dei filmati della videoserveglianza della serata di domenica, è quello di una normale famigliola che va a cena fuori con un bimbo piccolo e poi al pub a cantare al karaoke”.
Sestina e Andrea stavano insieme solo da pochi mesi, da ottobre-novembre 2018, ma tra loro era scattato un vero e proprio colpo di fulmine, tanto da andare subito a vivere insieme. Landolfi aveva presentato a Sestina il figlioletto di cinque anni avuto da una precedente relazione, con il quale la coppia stava trascorrendo il primo weekend di febbraio 2019 a casa della nonna di lui a Ronciglione. E Sestina, a Natale, aveva portato Andrea a conoscere la sua famiglia, affrontando un lungo viaggio, di oltre 500 chilometri, per trascorrere con loro le festività di fine anno. Poche settimane dopo, al termine di un fine settimana trascorso sul lago di Vico, la tragedia.
Silvana Cortignani



