Viterbo – “Stiamo facendo tutti gli sforzi per tornare in classe a settembre”. In tempi di Coronavirus prevedere cosa accadrà fra quattro mesi è complicato, ma il sottosegretario al Miur Giuseppe De Cristofaro anticipa come tutti gli sforzi del ministero siano non solo per riaprire, ma per un vero e proprio nuovo inizio. Che deve passare anche da un sostanzioso piano di assunzioni: “24mila precari previsti non bastano”.
De Cristofaro è stato ospite del filo diretto della videoconferenza voluta dai consiglieri d’opposizione in comune (Alvaro Ricci Partito democratico, Giacomo Barelli e Fabrizio Purchiaroni Forza Civica, Francesco e Serra Patrizia Frittelli Viterbo dei cittadini, Massimo Erbetti M5s, Lina delle Monache Impegno Comune) e moderata dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.
“Stiamo percorrendo tutte le strade – spiega De Cristofaro – per tornare in classe a settembre, ma in totale sicurezza. Non si può nemmeno immaginare che le scuole diventino focolai. Il diritto allo studio deve convivere con quello alla salute”.
C’è un comitato d’esperti al lavoro, presieduto da Patrizio Bianchi. Uno studio è quasi pronto e in base a quello il governo deciderà sul da farsi. Serviranno linee guida, gli istituti ne hanno bisogno e sono arrivate richieste in tal senso, al massimo entro giugno. Mentre norme di prevenzione da adottare, il comitato scientifico fornirà le risposte.
“Pensando a settembre – continua De Cristofaro – più che una riapertura mi piacerebbe che fosse un nuovo inizio. La scuola è un grande pilastro, ma oggi ha elementi di criticità. Penso che dovremmo trarre lezione e ripartendo, arrivare a un assetto migliore rispetto al passato”.
Quello che accadrà è tutto da scrivere. Tra i banchi si dovranno fare i conti con il Coronavirus e le cautele da prendere. “A lezione su più gruppi, o possiamo immaginare ingressi scaglionati e tempi più lunghi. Ma tutto va affrontato facendo più assunzioni, stabilizzando più precari”.
Sul come si discute. “Per la stabilizzazione dei precari, nel governo le posizioni sono diverse. Io ho qualche dubbio che si possa svolgere il concorso tra luglio e agosto per 24mila precari. Quando lo abbiamo deciso cinque mesi fa andava bene, oggi le condizioni sono cambiate”.
E anche le esigenze. “24mila assunzioni non bastano. Dobbiamo aumentare il numero. Lo so che si devono fare i conti con una realtà economica difficile, ma un punto nodale è l’esigenza di avere più risorse.
L’anno prossimo, come detto da Bianchi, sarà un anno costituente e rischia di essere delicato come quello che stiamo vivendo, che ha avuto un miliardo e mezzo di studenti in tutto il mondo, fuori dalle scuole. Un fatto mai avvenuto prima”.
Il sottosegretario si è soffermato anche sugli esami: un colloquio a distanza su una tesina per le medie e la maturità che invece sarà in presenza.
“Lo possiamo dire adesso che avverrà in questo modo. Se si dovesse presentare una condizione diversa, vedremo. L’esame così pensato è un giusto compromesso tra le ragioni della sicurezza, che sono centrali e il tentativo di dare esame sostanza e serietà all’esame, qualcosa che gli studenti potranno ricordare, anche se già questo anno scolastico nessuno lo dimenticherà”.
Al video incontro hanno partecipato rappresentanti della scuola e sindacali, oltre a Francesco Serra, consigliere comunale, che ha introdotto i lavori. Tra gli intervenuti, Eugenio Stelliferi (assessore provinciale e sindaco di Caprarola), Manuela Benedetti (segretaria provinciale Pd e insegnante), Silvia Somigli (Uil), Alessandro Tatarella (Cgil), Vincenzo Alessandro (Cisl), Maria Grazia Storcè (Snals), Clara Vittori (dirigente scolastico) e Paola Bugiotti (dirigente scolastico).
Giuseppe Ferlicca
