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Sgominata la banda che razziava i cantieri edili

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Carabinieri

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Rieti – Sgominata la banda di sei romeni che era diventata il terrore dei cantieri edili, 4 arresti e due obblighi di firma a Aprilia.

Tra Lazio e Marche bel giro di pochi mesi hanno messo a segno una serie di almeno 14 colpi ingenti, su cui hanno indagato anche i carabinieri di Civita Castellana, che fruttavano, ogni volta, cifre importanti che variavano tra i 50mila e i 150mila euro.

Ieri con la collaborazione dei carabinieri di Latina, Anzio e Aprilia, sono state eseguite 6 ordinanze di misura cautelare emesse dal gip del tribunale di Rieti.

A finire in manette, per furto aggravato in concorso, sono stati L.V.M. classe ‘79, S.I. classe ‘56, S.S. classe ‘88 e E.G.C. classe ‘76, mentre altri due componenti della banda sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di dimora con presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

I primi colpi, per 100mila euro, erano stati messi a segno la scorsa estate in Borgorose, tra la fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, quando alcuni soggetti gravitanti nel comune di Aprilia, attraverso l’effrazione del cancello d’ingresso, si erano introdotti all’interno della sede di alcune aziende operanti nel settore edile, dalle quali, in pochi minuti, erano riusciti a sottrarre mezzi e attrezzature di ingente valore, come muletti, carrelli elevatori, macchine operatrici, eccetera.

Tutti di origine romena e pregiudicati per reati contro il patrimonio, dovranno ora rispondere all’autorità giudiziaria sulla precisa e puntuale ricostruzione della loro attività delittuosa, fatta dai carabinieri della compagnia di Cittaducale.

Durante le operazioni, sono stati recuperati ben 6 autocarri, immediatamente restituiti ai legittimi proprietari, per un valore di circa 400mila euro.

I primi concreti risultati dell’indagine si erano già ottenuti nella nottata del 7 gennaio scorso quando, a Fabriano, la banda si era introdotta in un cantiere, asportando un grosso camion da lavoro, demolitori ed escavatori, per un valore di 200mila euro.

A Nepi i carabinieri hanno arrestato due uomini romeni e una donna polacca, in possesso di refurtiva per quasi 200mila euro, caricata su un camion Iveco rubato, modello Magirius 4 assi.

Il mezzo, condotto lungo strade secondarie e scortato da una Wolkswagen Golf, è stato intercettato e fermato all’altezza di Nepi dai carabinieri di Cittaducale, già sulle loro tracce, unitamente ai colleghi della compagnia carabinieri di Civita Castellana.

L’ingente refurtiva, consistente in un grosso autocarro, martelli pneumatici, frese da scavatore e pinze demolitrici, era stata immediatamente restituita al proprietario dell’azienda, e i tre soggetti, trovati in possesso di torce elettriche, tronchesi e radio trasmittenti accese e funzionanti, erano finiti in manette.

L’indagine ha dimostrato come i componenti della squadra si spostassero utilizzando telefoni “sporchi”, non direttamente a loro collegabili e con una scrupolosa pianificazione dei furti. Eseguendo lunghi e mirati sopralluoghi, riuscivano a far perdere le tracce dei grossi mezzi sottratti, che venivano velocemente occultati in diversi depositi.


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