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Sutri – “Se Silvia è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata…”
La cooperante milanese Silvia Romano è rientrata in Italia ieri pomeriggio. Un volo militare ha riportato la 25enne a casa dopo 18 mesi di prigionia.
Silvia lavorava nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, per la onlus ‘Africa Milele’. Il suo rapimento risale al 18 novembre 2018.
La notizia della liberazione ha subito scatenato molte polemiche. Prima su tutte l’ipotetico riscatto pagato per il suo rilascio. Immediatamente dopo la conversione della ragazza all’Islam.
Tra i vari commenti alla vicenda spicca quello del sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi.
“Se mafia e terrorismo sono analoghi – scrive Sgarbi su Facebook – e rappresentano la guerra allo stato, e se Silvia Romano è radicalmente convertita all’Islam, va arrestata (in Italia è comunque agli arresti domiciliari) per concorso esterno in associazione terroristica”.
E la conclusione. “O si pente – scrive – o è complice dei terroristi”.
Non è chiaro se il commento di Sgarbi sia una provocazione o se rispecchi il pensiero di chi crede che la conversione all’Islam possa far intendere altro in questa vicenda.
A dare comunque conferma della conversione è stata Silvia stessa. “E’ successo a metà prigionia – ha spiegato la ragazza – quando ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata”.
Silvia ha poi definito la sua conversione all’Islam “spontanea e non forzata”.
La giovane è scesa dalla scaletta dell’aereo indossando una veste islamica verde e sembrerebbe che il suo nome, dopo la conversione, sia Aisha.

