Terni – (f.b.) – “Hashish, marijuana, cocaina. Ma anche eroina e droghe sintentiche. E chi non riusciva a pagare lo stupefacente veniva minacciato, insultato e aggredito con metodi che ricordano molto quelli mafiosi”.
Il procuratore capo di Terni Alberto Liguori spiega nel dettaglio in una videoconferenza stampa i dettaglio dell’operazione della squadra mobile che ha portato all’arresto di 16 persone, 13 uomini e 3 donne, di età compresa tra i 19 e i 49 anni.
“Durante le indagini, partite nell’agosto del 2019 e concluse a gennaio del 2020 – spiega Liguori -, sono emersi più di cento acquisti di stupefacenti e almeno dieci episodi di estorsioni, lesioni o aggressioni agli acquirenti che non riuscivano a pagare i debiti”.
Lo spaccio avveniva soprattutto nel centro di Terni, a Borgo Rivo e nella zona del “ponte bianco” da cui il nome dell’operazione “White Bridge”.
Dei sedici arrestati dieci sono finiti in carcere, tre ai domiciliari, due hanno il divieto di dimora a Terni e uno l’obbligo di dimora altrove.
“Oltre alla gravità dello spaccio – sottolinea Liguori – c’è anche quella del modo con cui si recuperavano i crediti. Le vittime subivano una continua violenza psicofisica e venivano private dei beni essenziali se non pagavano la droga: gli aguzzini si facevano intestare auto, si impossessavano di televisori o aggredivano fisicamente, insultando anche mamme e nonne dei ragazzi tossicodipendenti”.
Le indagini sono state coordinate dal pm Camilla Coraggio che rimarca l’importanza “delle intercettazioni telefoniche per via della reticenza da parte delle vittime delle estorsioni, troppo impaurite per parlare, ma anche dei pedinamenti e delle sommarie informazioni”.
Di particolare rilievo il ruolo delle tre donne coinvolte nel giro. “Intorno a uno degli arrestati gravitavano anche una serie di suoi parenti – continua il procuratore capo di Terni -: la sua compagna e la madre di lei, oltre alla sua stessa madre e al rispettivo compagno. Il ruolo femminile era quello di custodire e smerciare lo stupefacente, ma a volte erano protagoniste pure di violenze nei confronti dei tossicodipendenti”.
Coinvolti, a vario titolo, anche due stranieri: in particolare un marocchino e un gambiano. Tutti, sia gli italiani sia gli extracomunitari, erano comunque già noti alle forze dell’ordine. Alcuni erano anche legati al tifo ultras della Ternana.
La droga smerciata nel largo traffico era di tutti i tipi: hashish, marijuana, cocaina, anfetamine, droghe sintetiche tagliate con la caffeina. Il tutto per un giro d’affari di diversi migliaia di euro al mese.
Le indagini sono state effettuate dalla polizia di Terni, in collaborazione con le questure di Livorno e di Lodi, il reparto prevenzione crimine “Umbria-Marche”, l’unità cinofila di Nettuno e la polizia di frontiera di Fiumicino.

