Viterbo – (sil.co.) – Sta male uno dei coimputati, saltano discussione e sentenza del processo a Elio Marchetti.
L’imprenditore deve rispondere di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale sulle vetture di grossa cilindrata importate dall’estero in concorso con con la dipendente Carla Corbucci e l’imprenditore pugliese Domenico Sordo, titolare dell’agenzia di pratiche auto di Foggia coinvolta nell’inchiesta.
Il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, martedì mattina, ha riconosciuto il legittimo impedimento per motivi di salute al pugliese Domenico Sordo, uno dei tre imputati del processo scaturito dall’operazione Déjà vu del 3 maggio 2017, quando Marchetti, difeso dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta, Francesco e Roberto Massatani, finì agli arresti domiciliari assieme ad altre cinque persone, tra cui due dipendenti.
Ieri, nel frattempo, sono stati sequestrati beni per 4,5 milioni di euro riconducibili all’imprenditore, una misura di prevenzione, il quale, tra il 2007 e il 2017, avrebbe accumulato un notevole debito verso l’erario tramite numerose persone giuridiche di comodo a lui riconducibili. “Tra i beni oggetto di sequestro da parte dei finanzieri di Viterbo e degli agenti della polizia stradale – si legge in una nota – rientrano auto, motocicli e un’imbarcazione (del valore di circa 400mila euro), quote di società (operanti in svariati settori: commercio di autoveicoli, commercio di motocicli, attività immobiliari), il tutto riconducibile all’imprenditore ma, sotto il profilo prettamente giuridico, fittiziamente intestato a due distinte società di capitali”. Il personale della polizia stradale ha effettuato anche accertamenti specialistici sul suo patrimonio mobiliare quantificandolo in oltre 100 autoveicoli, circa 50 motocicli e un’imbarcazione da diporto.
Tornando all’operazione Déjà vu, al centro dell’inchiesta finirono 92 veicoli, tutte supercar, tra le quali Mercedes, una Land Rover e una Jeep da 25mila euro che, secondo il pubblico ministero Stefano D’Arma, sarebbero state importate col trucco dalla Germania per evadere l’Iva.
Corbucci è difesa da Michele Ranucci e Giuliano Migliorati, Sordo dall’avvocato Francesco Paolo Ferragonio del foro di Foggia. Fuori dal processo principale gli altri due arrestati e l’altra dipendente di Marchetti.
Il processo è stato rinviato al 5 giugno.
